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Fuori dal Tomo – Nemèria – La seconda Rivolta degli Orchi – Sara Cremini _ Personaggio: Anasawi

NemériaLa Seconda Rivolta degli Orchi

Cinque razze popolano l’antico e affascinante mondo di Neméria: maghi, streghe, nani, elfi e orchi. Questi ultimi sono gli unici a non possedere alcun potere magico. Per questo motivo, il generale orco Krusher è deciso più che mai ad entrare in possesso della magia. Un potente oggetto, chiamato Token, potrebbe fare la differenza e portare gli orchi a prevalere sulle altre razze. Gli unici che possono opporsi a questo temibile nemico sono cinque giovani avventurieri: il mago Luis, la strega Anasawi, gli elfi Mairy e Kiran e il nano Gelawgi. L’esito di questo inevitabile scontro sarà nelle loro mani ed essi avranno bisogno di tutto il coraggio necessario per sconfiggere Krusher. Riusciranno a rimanere sempre fedeli ai propri princìpi? Un piccolo grande romanzo high fantasy che vi terrà incollati alle pagine, dalla prima all’ultima, con un finale improvviso e inaspettato che vi lascerà in trepidante attesa del capitolo successivo.

Recensione -Neméria_La Seconda Rivolta degli Orchi – Sara Cremini

Autori tra le righe – @lecronachedinemeria

Oggi abbiamo l’onore di conoscere Anasawi, direttamente da: “La Seconda Rivolta degli orchi”, personaggio del primo volume della saga high fantasy: “Le cronache di Nemèria”. Di Sara Cremini, pubblicato il 4 Settembre 2018 dalla casa editrice Europa Edizioni. Libro vincitore del premio Miglior Libro (Dickens Book Award) il 25 Aprile 2019.

Come abbiamo fatto ad incontrarla? Semplice! Anasawi è fuggita via dall’inchiostro per venirci a parlare di sé, del resto “Fuori dal Tomo” nasce per questo, per dare spazio ai personaggi!

Salve e benvenuta signorina Anasawi! Spero non le dispiaccia se la definisco in codesto modo, siccome non conosco la sua età e la sua situazione sentimentale! Su si accomodi e si metta a suo agio. Ci parli un po’ di lei e del suo ruolo all’interno della storia.

«Sì, emmm, salve a lei. Io non sono molto abituata alle interviste, ecco… diciamo che mi agito sempre un po’ quando devo fare queste cose. Ops, che sbadata, mi sono inciampata nel mio vestito, ihihihi. Ecco, ora riesco finalmente a sedermi. Stavamo dicendo? Ah, sì! Mi ha chiesto di parlare un po’ di me. Sono felice che mi abbia chiamata signorina, in effetti sono ancora molto giovane, ho solo cinquantanove anni! Perché fa quella faccia? Ah, non sapeva che a Neméria l’età non funziona come sulla vostra terra? Potremmo dire che i miei anni corrispondono circa ai vostri 25-30. Non sono molto ferrata in matematica. Ok, mi sto perdendo come mio solito. Sono un pochino logorroica, non so se l’ha notato. Signorina va bene, anche perché essendo giovane non sono ancora sposata. Naturalmente mi piacerebbe trovare l’amore, ma per ora sono molto concentrata sulla sperimentazione e l’esercizio dei miei poteri magici. Il mio ruolo nella storia non l’ho ben capito nemmeno io. O meglio, so che mi hanno chiesto di intervenire per il bene del mio mondo, ma preferirei non svelare troppo. Rischierei di dire cose che, per contratto, devo tenere per me!»

Uh, davvero interessante! Dalle mie fonti, sono a conoscenza che la sua è una magia di origine bianca e che i suoi poteri sono attivi da poco. Cosa significa questa cosa? In realtà lei non sarebbe una strega?

«No, no, no! Certo che sono una vera strega, come può pensare il contrario! Solo che, per vari motivi, la mia scintilla magica si è attivata molto tardi. Per un po’ sono stata convinta di aver ereditato il sangue anamagico degli orchi, pensi lei. Invece mi sbagliavo, ahahahah. Si, bene, tornando a noi, la mia magia è bianca, infatti non sarei per nulla capace di compiere fatture malvagie e di questo ne vado molto fiera!»

Come personaggio di un libro, avrà sicuramente le sue amicizie e inimicizie. Ci può rivelare con quale compagno o compagna ha più legame e perché? Ho sentito nominare un certo Luis… ci può rivelare degli extra?

«Luis? Che ha sentito a proposito di Luis? Emmm, non c’è proprio nulla da dire. È un mio amico, mi sta simpatico, anche se non ha molto senso dell’umorismo, ed è un mago molto capace. Comunque, non mi soffermerei troppo sulla sua persona, sia mai che legga questa intervista e pensi che io provi qualcosa per lui. No, no, no, assolutamente. È un caro amico e nulla più. In generale, devo dire che mi trovo molto bene con tutti i miei compagni. Con Mairy ho fatto molta fatica a legare, inizialmente, ora credo di poterla definire un’amica. Kiran è Kiran. Mi sta molto a cuore. È un principe molto premuroso, sa? E poi c’è Gelawgi! Dovrebbe proprio conoscerlo: è così simpatico, spontaneo e solare. Poi ama molto gli animali, cosa che apprezzo tanto in lui! Le dico la verità, sono tutti e quattro molto preparati in campo magico ed io mi sento un po’ imbranata rispetto a loro. Ciò che apprezzo di più dei miei amici è la loro capacità di aiutarmi e farmi sentire parte del gruppo anche quando mi sento inutile. Oh caspiterina, sto diventando tropo noiosa!  Mi scusi!»

Nemèria è il mondo in cui si svolge la storia ed è popolato da cinque razze diverse. Come si vive all’interno di un mondo con popolazioni così diverse?

«Io ci vivo molto bene. Ho passato la maggior parte della mia vita a Piana Stregata, la città delle streghe, ma devo dire che da quando ho intrapreso questo nuovo viaggio ho potuto vedere posti bellissimi e incontrare persone molto interessanti. Di ogni razza, naturalmente. Certo, ognuna delle nostre razze ha caratteristiche proprie, ma, in fondo, siamo tutti diversi, in generale, giusto? Dalla faccia che sta facendo ho capito che non mi sono spiegata molto bene… quello che intendo è che la diversità è ciò che rende unico ognuno di noi e allo stesso tempo ci rende uguale agli altri. Nella nostra diversità tutti abbiamo dei pregi e dei difetti, quindi non ci si annoia mai. Mi piace conoscere persone nuove, appartenenti a tutte le razze. Ho legato meno con orchi e orchesse, ma non per mia diretta volontà. Spero ci sia modo di rimediare in futuro.»

Capisco. Nel libro si parlerà anche del Token, un potente oggetto che potrebbe fare la differenza in mani sbagliate. Vuole spiegarci, anche con spoiler se può, che cos’è e a cosa serve realmente?

«Beh, come le dicevo prima, per contratto non posso rilasciare spoiler, però penso di poterle dire qualcosa sul Token. È un oggetto terribile! La sua forma è brutta, sembra un bastone con degli artigli, e il fatto che possa rubare la magia ad una razza per donarla ad un’altra me lo rende ancora meno simpatico. È stato creato  da un mago dalla levatura morale e magica davvero elevata… per questo ancora non mi spiego cosa lo abbia portato a creare un oggetto simile… posso aggiungere che, nel libro, si potrebbe trovare risposta a questa domanda. Non è uno spoiler questo, vero? Per gli Dei, spero che non lo sia!»

Accidenti! Sembra roba tosta, vi auguro il meglio per le vostri sorti future! Ma ora ritorniamo a lei, siccome siamo qui per conoscerla meglio: come si definirebbe in tre parole e perché?

«Simpatica, volenterosa e chiacchierona. Simpatica perché mi piace molto l’ironia e spesso mi ritrovo spontaneamente a fare battute di spirito. Volenterosa perché non mi sono arresa di fronte alla mia inesperienza e provo sempre a mettermi in gioco. Chiacchierona… beh, visto che mi sta intervistando e la sto sbrodolando di parole, non credo di doverle spiegare il perché mi definisco così! Ahahah!»

Visto che ormai abbiamo preso il giro…ci vuole confidare un suo segreto?

«ummm… mi ci faccia pensare un attimo… io non ho molti segreti perché sono una strega che ama la verità e la sincerità… però… in effetti una cosa c’è… non ho mai avuto un primo amore… Per gli Dei, che imbarazzo! Sono diventata tutta rossa, vero? Beh, non devo vergognarmene, si vede che non ho ancora incontrato la persona giusta!»

Visto che siamo qui per dare spazio a voi personaggi, ci vuole dire che rapporti ha con la sua scrittrice? Ha qualcosa da rimproverarle?

«Con Sara ho un ottimo rapporto. Potrei dire che ci assomigliano davvero molto, in tanti aspetti. Abbiamo per lo più gli stessi pregi e gli stessi difetti. Quindi ci troviamo molto bene quando ci confrontiamo, ecc. Naturalmente, come in tutti i rapporti, anche nel nostro ci sono delle cose che non sempre vanno bene. Forse perché ci frequentiamo troppo, ahahah! Una cosina da rimproverarle l’avrei, ma sono sicura che si tratti di spoiler. Posso solo dirle che sono molto arrabbiata per un segreto che ha tenuto e mi ha letteralmente spiattellato addosso solo nelle ultime pagine del libro. Quella cosa poteva proprio evitarsela. Mi ha molto ferita. Spero che si decida a rimediare! Mi spiace ma non posso aggiungere altro!»

A suo parere, come reputa sé stessa all’interno della storia? Invidia la posizione di altri personaggi o è contenta del suo ruolo? Le piace il carattere assegnato?

«Sono molto felice del ruolo che Sara ha scritto per me. Ovviamente alcune cosucce le avrei scritte diversamente. Avrei preferito essere più coraggiosa o magicamente preparata, per esempio. Pensando alla storia, per come si è sviluppata fino ad ora chiaramente, posso affermare che considero il mio ruolo molto rilevante all’interno della narrazione e che, nonostante le piccole cose che avrei scritto diversamente, mi ritengo per lo più soddisfatta del carattere che mi è stato assegnato. Se avessi potuto scegliere io, forse mi sarebbe piaciuto di più interpretare il ruolo del nano Gelawgi, proprio perché è molto simpatico ed il suo potere è legato al rapporto con la natura e gli animali. Però sono felice di essere la strega Anasawi, me lo lasci dire!»

Siamo arrivati purtroppo alla fine. Perché secondo lei, nonostante tutto quello che abbiamo raccontato finora, dovrebbero acquistare e leggere questo libro? Provi a convincere chi è ancora dubbioso!

«Secondo me Nemèria La Seconda Rivolta degli Orchi è un buon libro perché può parlare a tutti, grandi e piccini. Il linguaggio è scorrevole, la storia fila liscia e permette di svagare con la mente per qualche ora. Credo anche che Sara abbia inserito alcuni messaggi davvero interessanti nella trama. E poi, il mondo di Neméria è di per sé unico e magico. Mi piacerebbe davvero tanto che sempre più persone venissero a visitarlo: a mio avviso, ne vale la pena!».

REGOLAMENTO

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Intervista – Enrico Scebba

Scheda Tecnica

  • Titolo: Sul viale delle ombre – La lacrima del Principe
  • Autore: Enrico Scebba
  • Editore: Kemonia Edizioni
  • Collana: I Vespri
  • Numero in collana: 3
  • Data di uscita: 15/10/2019
  • Pagine: 338
  • Rilegatura: Brossura
  • Genere: Thriller/Giallo Gotico
  • AMAZON

Trama

Il principe di Villa Phalagon, Sebastian Groove, è affetto da una malattia misteriosa così la moglie Margaret decide di rivolgersi al dottor Steven West, specializzato in infettivologia. L’uomo si recherà all’antica villa del principe accompagnato dall’attraente sorella Katie senza sapere che a Baghville, il piccolo borgo in cui sorge la villa, i tanti segreti e le misteriose leggende rendono il paese un luogo poco ospitale, dove gli abitanti subiscono l’effetto di una potente maledizione che minaccia la loro esistenza. I West conosceranno l’intera famiglia Groove, ma non sarà facile per loro scoprire cosa cela la villa che in paese è stata soprannominata “ villa dei mostri”. Molti sono i quesiti che Steven e Katie dovranno porsi. Cosa nasconde Margaret Groove? Perché il figlio Albert sembra l’unico disposto ad aiutarli? Da cosa è affetto realmente il principe di Phalagon? Ma soprattutto, perché tutti i cittadini e persino il parroco del paese temono l’antica villa?

Intervista

Ciao Enrico, perchè non ci parli di te?
Ciao Raffaella, questa è la domanda più complessa che potevi pormi dato che sono una persona abbastanza riservata. Ho 30 anni e abito a Bagheria (PA) da quando ne avevo 7, già dall’età di 18 anni e al termine degli studi conseguiti in ambito tecnico elettronico, mi sono appassionato a due cose ben distinte tra loro: l’informatica e la scrittura. Mentre la lettura era già una mia passione dai primissimi anni dell’adolescenza, iniziando leggendo la saga di Harry Potter, un po’ come tutti i lettori della mia generazione. La passione per l’informatica mi ha permesso di trovare i primi lavori, anche in ambiti affini ad essa, nello sviluppo di siti web e nella programmazione informatica. Mi piace pensare che i personaggi del mio romanzo siano stati generati dalla stessa creatività che ho sviluppato immergendomi nel mondo dell’informatica.

Di cosa parla il tuo “Sul viale delle ombre” e come mai hai scelto questo titolo?
Sul viale delle ombre – La lacrima del Principe è un giallo gotico ambientato agli inizi del ‘900 all’interno di Villa Palagonia a Bagheria (PA). Una villa settecentesca, detta “villa dei mostri”, su cui gravitano leggende e superstizioni legate ai mostri di pietra che la circondano e che ammaliano i visitatori ancora oggi. L’ambientazione nasce dalla fusione di alcuni elementi realmente presenti a Bagheria, tra cui appunto Villa Palagonia, e da altri elementi, come i nomi dei personaggi e dei luoghi, che lasciano immaginare un contesto più inglese che italiano. Il viale delle ombre è il nome che io ho dato a un antico viale fiancheggiato dai mostri di pietra appartenenti a Villa Palagonia, oggi purtroppo andato distrutto a causa dell’edificazione selvaggia che dal ‘900 a oggi ha trasformato il territorio di Bagheria da piccolo borgo a città, convertendo il viale ad una semplice via (Via Palagonia) molto trafficata. Questo viale, insieme all’arco posto all’estremità di Via Palagonia, antico ingresso della villa ancora oggi esistente, rappresentano per i personaggi del mio libro le loro stesse paure, quelle che nella vita si è costretti ad affrontare, paragonabili alle ombre dei mostri che proiettandosi sul viale assumono forme ancora più grottesche. Ma il viale delle ombre è soltanto un simbolo, in una trama che lega i protagonisti, Steven e Katie, ai misteri della villa, abitata da personaggi altrettanto misteriosi.

Interessante particolare è l’ambientazione scelta, una villa realmente esistente a Bagheria e ammantata dal mistero, illuminaci…
Villa Palagonia in sé, come dicevo, ha avuto nei secoli la fama di essere una villa angusta e bizzarra a causa dei mostri in pietra che la circondano e che i vari visitatori, tra cui Goethe nel suo viaggio in Sicilia, descrivono come assurde e grottesche sculture che non hanno l’utilità di abbellire la villa settecentesca, già magnifica grazie all’impianto e alla struttura in stile barocco. Costruzione iniziata da Principe di Palagonia Ferdinando Francesco Gravina e ultimata con l’inserimento dell’estesa sequela di mostri dal nipote omonimo Ferdinando Francesco Gravina II, detto il Negromante, al centro anch’esso delle superstizioni degli abitanti della zona. Rendendo sia lui che la villa un luogo circondato dal mistero, oltre che dalle grottesche statue, che si dice siano state create per esorcizzare la bruttezza del proprietario del tempo, il Negromante, che sembrava preferire la loro compagnia a quella degli esseri umani. Un’altra superstizione in voga in quel periodo era quella di una certa influenza malefica dei mostri, sembra che molte donne lamentassero aborti e parti mostruosi causati proprio dalla visione di quelle sculture. Ho scelto di trasferire tutto ciò in un contesto inglese così da dare modo al lettore italiano di immaginarsi un luogo diverso da quello vissuto.

Com’è nata la passione per la scrittura?
La passione per la scrittura presumo che sia nata come evoluzione della mia passione per la lettura. Mi è sempre piaciuta l’idea di inventare a mia volta ambientazioni, scenari, personaggi e situazioni in modo che si intreccino per definire una trama. Così ho iniziato a scrivere a 18 anni, ma i risultati non mi sono piaciuti molto, rileggevo ciò che scrivevo a distanza di anni e non mi riconoscevo nella scrittura. Evidentemente avevo letto troppo poco rispetto a oggi che ne ho ben 30 di anni, età in cui mi sono sentito pronto per scrivere e pubblicare il mio primo romanzo d’esordio che è oggetto di questa intervista.
Di solito Enrico lettore cosa sceglie in libreria e quali sono gli autori che ti hanno formato?
Credo che mi abbiano formato l’immensa fantasia della Rowling con la saga di “Harry Potter”, l’intreccio tra finzione e realtà artistica di Dan Brown e la profonda filosofia di Milan Kundera nel suo romanzo “L’insostenibile leggerezza dell’essere”. Così da sperare che la struttura della trama e dei personaggi del mio libro abbiano almeno un pizzico d’insegnamento scaturito leggendo questi grandi autori.

Quanto c’è di vero dietro le tue pagine?
Di vero c’è la struttura architettonica e artistica di Villa Palagonia, forse non al 100%, ma una buona parte tra come era e come si presenta oggi, descrivendo anche la figura del Negromante. Inoltre mi sono ispirato alla chiesa madre di Bagheria come una delle chiese presenti nel romanzo, che io rinomino come chiesa di Saint Dominic. E per finire di vero c’è Polpetta, un cane abbastanza particolare realmente esistente oggi nel borgo di Mistretta(ME) tra i Nebrodi, che nel mio romanzo aiuterà spesso i protagonisti. Per il resto, sia i personaggi che alcuni luoghi sono puramente inventati.

A chi consigli “Sul viale delle ombre”?
Lo consiglio a tutte le fasce d’età, anche a chi non ha dimestichezza con la lettura perché, a detta di molti, questo mio romanzo è scritto in maniera fluida. Potrei sconsigliarlo soltanto a chi è facilmente impressionabile, non ritengo che nel mio romanzo vi siano descrizioni sanguinose o pesanti da digerire, ma semplicemente un po’ di suspense e di tensione che in questo genere di libro si dimostra l’anima di tutto, in grado di tenere il lettore incollato alle pagine.

Oggi molti autori si affidano alle pubblicazioni in self, tu invece hai scelto una casa editrice. Parlaci del tuo rapporto con il mondo dell’editoria.
Ho scelto di pubblicare con un editore perché ritengo che esistano ancora editori validi in Italia. Ma mi comporto come se avessi scelto di pubblicare in self, cercando di dare il massimo per pubblicizzare il mio libro, sfruttando i canali da me accessibili.

Hai delle abitudini particolari durante la scrittura? Magari gesti scaramantici o ascolti una canzone che ti ispira più di altre?
Non credo proprio di riuscire a scrivere ascoltando musica e non sono un tipo scaramantico, quindi non faccio nulla. Devo però essere rilassato e concentrato per poter scrivere in maniera proficua. Mi basta avere un po’ di serenità!

Ultima domanda: progetti futuri?
Questo mio primo romanzo è il primo di una trilogia, nonostante sia autoconclusivo, lascia degli spiragli incompiuti che si svolgeranno soltanto nei successivi due romanzi che lo completeranno e che saranno i miei prossimi progetti.

Intervista a cura di Raffaella Bonora

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Fuori dal Tomo – Levi – Ivy D. Morgan _ Personaggio: Levi

Scheda Tecnica

Sinossi

Ero solo uno stupido ragazzino con un’esistenza agiata e piena d’amore quando la morte di mio padre sgretolò ogni mia certezza, costringendomi a scendere a compromessi solo per sopravvivere.
Credevo di poter cambiare il mondo, ma non sapevo a cosa stessi andando incontro, non lo capivo davvero.
Anni dopo, quando pensavo di aver toccato il fondo e di non essere più in grado di risalire dall’abisso, ho incontrato un angelo.

Il suo nome è Hazel.

Qualcuno direbbe che sono una solitaria e altri che ho qualche rotella fuori posto, ma nessuno capisce che devo solo combattere ogni istante contro la mia stupida timidezza.
Sono cresciuta senza i miei genitori e da poco ho perso l’unico affetto sincero che abbia mai avuto.
Almeno fino al primo giorno di Università, quando ho conosciuto lui.
Ci avviciniamo, è inevitabile, ma nasconde qualcosa di terribile e costruisce un muro tra noi.
Vorremmo sfiorarci, conoscerci, viverci, ma non possiamo. Non dobbiamo.
Il suo nome è Levi.

ATTENZIONE: Il romanzo tratta contenuti delicati, inoltre contiene scene di violenza e sesso esplicite.


Ragazzi, lettori, amici eccoci qui! Con la prima partecipante ufficiale di “Fuori dal tomo”. Oggi conosciamo Levi, protagonista dell’omonimo romanzo di Ivy D.Morgan. Sexy non trovate? Scopriamo qualcosa in più!

1. Ciao Levi, perché non ti presenti ai nostri lettori? Sei fuggito dal tuo tomo o ti ha spedito da noi la tua autrice?
Ciao! Mi ha mandato qui la mia boss, ma ho preso volentieri una boccata d’ossigeno.

2. Quanti anni hai e cosa fai di bello nella vita?
Ho 18 anni e frequento il primo anno di Scienze ecologiche e ambientali alla Maine University.

3. Qual è il tuo ruolo all’interno del libro?
Sono il protagonista maschile, ovviamente. Anche se la prima parte viene raccontata principalmente da Hazel, è la storia della mia vita e, soprattutto del mio passato.

4. Da dove vieni?
Portland, Maine.

5. Cosa ti piace fare? Quali sono i tuoi passatempi preferiti?
Mhm. Purtroppo, non ho molto tempo libero tra lo studio e… ecco… qualche casino. Nel poco tempo che mi resta sto con Hazel e la sua compagna di stanza, Dorothy. Gli altri vanno e vengono, ma loro ci sono sempre.

6. Parlaci un po’ della tua famiglia…
Domanda di riserva? Se avessi avuto una famiglia come la mia, credimi che non ne parleresti volentieri. Ho vissuto nella menzogna per buona parte della mia vita, e quello che ho dovuto affrontare dopo per colpa di quel b@st@rdo di mio padre è stato anche peggio.

7. Voci di corridoio mi dicono che non hai una situazione semplice alle spalle. Quando e quanto è cambiata la tua vita ultimamente?
Una volta finito il liceo sono riuscito a riprendere in mano la mia vita. L’Università è stata un nuovo inizio sotto mille aspetti diversi e conoscere Hazel mi ha fatto sentire normale per un po’. Purtroppo, c’è una parte del mio passato che sta tornando e contro cui devo costantemente combattere.

 8. Qual è il personaggio del libro che meno sopporti?
Tutti quelli che fanno parte della mia vita precedente.

9. Sei innamorato? Qual è il tuo personaggio preferito, quello per il quale ringrazi la tua autrice tutti i giorni?
Hazel, ovviamente. Lei è il mio angelo, il mio tutto. Ringrazio Ivy ogni giorno per avermela data ma, allo stesso tempo, mi chiedo se si sia resa conto dei casini in cui l’ha messa. Non posso avere accanto una ragazza che si preoccupa così tanto per me, che vuole sapere cosa nascondo, a cosa sono dovuti i lividi che celo sotto ai vestiti. Fin che si tratta di andare a fondo da solo lo posso accettare, ma non potrei sopportare che le succedesse qualcosa per colpa mia. Se sono innamorato di lei? L’amore è un lusso che non posso concedermi.

 10. E, infine, ti rincontreremo Levi, ci sarà un sequel?
Onestamente? Non lo so. Non so neanche se riuscirò a sopravvivere a tutto questo.
Ora scusatemi, ma tra un po’ ho un appuntamento a cui non posso proprio mancare. Vi ringrazio per lo spazio che ci avete concesso, spero di avervi incuriosite abbastanza da farvi venire voglia di leggere la mia storia. Ciao a tutte!

Per saperne di più ecco i contatti di Ivy e del suo Levi

Link Amazon: https://www.amazon.it/dp/B07YWXTTZB
Pagina Autrice: https://www.facebook.com/Ivy-D-Le-mie-Storie-2265792630112577/
IG: @ivyd.morgan

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Fuori dal Tomo – La Rosa Bianca di Serpente – Greta Guerrieri _ Personaggio: Lais

Salve, ehm…Si sente abbastanza a suo agio su quel divanetto? Vuole che le porto dell’acqua?  Dal fascicolo in mio possesso mi risulta che lei si chiami Lais, dico bene? Ma come si pronuncia esattamente? So che molti lettori della saga, sbagliano pronuncia! Ci può dire come mai lei è il primo personaggio che incontriamo dal libro: La Rosa Bianca di Serpente – L’inizio della Maledizione di Greta Guerrieri? Che nome lungo per un libro tra l’altro!

  • Perché così ci teneva la mia autrice, per non dire che in verità mi ha costretto nonostante i miei no continuativi. Dicendomi di sforzarmi a collaborare e parlare il più possibile. Forse però non è stata una cattiva idea, prima finisco, prima mi levo dalle scatole questa pagliacciata. Questo divanetto se lo vuole sapere è scomodo e insipido come questa intervista. Sì, tutti sbagliano il mio nome, se sono ignoranti non è colpa mia. Il nome del libro mica l’ho deciso io, quindi non so che dirle. Per il resto, non mi tartassi di domande tutte una volta, non ha un limite da rispettare?

Accidenti! Mi avevano segnalato che lei fosse un tipetto scontroso e acido, ma non immaginavo così tanto! Ci sarà da divertirsi dunque e sarà un’ottima sfida preparatoria in procinto delle prossime! Comunque, non si preoccupi per me, so quante domande devo fargli, infatti ecco qui la seconda: perché è il personaggio che nessuno sopporta all’interno della storia? Pensa sia dovuto al suo essere?

  • Io sono esattamente come sono. Devono imparare ad accettarmi per questo, non posso cambiare il mio carattere solo perché gli sto sulle palle. Nel mondo non siete tutti uguali voi, giusto?  E nemmeno i personaggi di una storia possono essere tutti belli e perfettini come Wolk. Che poi, ha tanti difetti pure quello.

Certo, capisco il suo punto di vista, la pregerei comunque di usare un linguaggio adeguato se ci riesce, abbiamo dei lettori a cui potrebbe dare fastidio. Visto che lo ha appena nominato, come mai il suo rapporto con Wolk è così disastroso?

  • Devo davvero rispondere a questa domanda? Non mi sono espresso abbastanza chiaramente nei miei gesti dentro il libro? È un presuntuoso del c***o. Si crede il migliore di tutti. Un fighetto di prima categoria. Sempre attorno alle ragazze a fare il deficiente e cascamorto. Non lo sopporto, punto e basta. Tutto ciò che esce dalla sua bocca è una pura s*******a.

Bene, vedo che si siamo capiti e intesti sull’uso del linguaggio. Per fortuna esistono le censure. Meglio dunque proseguire con un’ulteriore domanda differente. Come mai non ha un cognome? È stata una scelta mirata della sua autrice? Verrà svelato in seguito?

  • Ma lei quanto parla. Mi sta facendo venire il mal di testa. Sembra uguale ad Etka. Non lo sono perché io non ho un cognome a differenza di altri personaggi nel libro. Scelta voluta o no, per me l’autrice si è pure scordata, svampita com’è!

È uno dei protagonisti della storia. Dovrebbe essere grato di questo, invece di accusare colpe. Visto che anche stavolta ha nominato una sua collega di lavoro. Possiamo sapere che rapporto c’è tra lei e la signorina Etka?

  • Quello che vedete. Anzi che leggete.

Si però le poche persone che vi shippano come coppia, vorrebbero sapere qualcosa in più sul vostro legame e come si evolverà nel secondo volume. Ricordiamo ai gentili lettori che uscirà l’anno prossimo! Possiamo avere qualche spoiler?

  • Ci shippano? Coppia? Ma cosa cavolo sta dicendo. Lei è matta, così come i lettori. Tra me e quella svampita non ci sarà mai nulla. Le sembro il tipo da relazione fissa? Io sto bene per conto mio. E gli spoiler di cui parla, li può chiedere a qualcuno con la lingua più lunga della mia.

Okay, okay, d’accordo, ci limiteremo ad aspettare e leggere ciò che l’autrice ha in serbo per voi.  Per quanto riguarda la sua collana invece, ce ne può parlare?

  • Mi è stata regalata da Kirse, la mia tutrice. Colei che si prende cura di me da quando sono piccolo. Come regalo di compleanno.

Cosa? Tutto qui? Ma questo già lo sanno tutti! Siamo qui per scoprire dettagli più succosi e interessanti! Non può liquidarci in questo modo!

  • Penso che lei debba migliorare il modo in cui pone le domande. Deve essere più specifica…

Eh? Brutto impertinente! Come si permette? Accidenti, ho la mia penultima domanda! Progetti futuri?

  • Apparire anche nel secondo volume, che ho già fatto e nel terzo, che sarà quello conclusivo. Poi sentirò i programmi della mia autrice. Ho sentito che blaterava di certi spin-off particolari…

Che maledizione! Proprio ora che si stava iniziando a smollare, siamo arrivati all’ultima domanda: su cosa saranno concentrati i prossimi libri della saga?

  • Sulla maledizione appunto. Come ha detto lei. Ora devo andare, il tempo è scaduto. A mai più.

Noi ringraziamo (in un certo senso) e salutiamo Lais. Questo però non è un vero addio come lui spera, infatti potrete conoscerlo (per chi ancora non sappia chi sia) e continuare a seguire le sue avventure tra le pagine de” La Rosa Bianca di Serpente – L’inizio della Maledizione e i prossimi volumi. Una trilogia fantasy di Greta Guerrieri autrice auto-pubblicata su Amazon a questo link che vi lascio:

Volete conoscere meglio l’autrice? Seguitela su facebook:

https://www.facebook.com/gretaguerrierilascrittrice/reviews/?ref=page_internal

e su Instagram

https://www.instagram.com/greta.guerrieri/?hl=it

E anche su youtube dove carica i booktrailer dei suoi libri!

https://www.youtube.com/channel/UC5nIZHrqZ9u5hN8ziOSw76g

Intervista a cura di fuoridaltomo di Raf&Greta

REGOLAMENTO

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Intervista – Simone D'Adamio

Salve amici! Oggi ho la possibilità di farvi conoscere uno scrittore esordiente scoperto da poco, Simone D’Adamio autore della mia ultima lettura “Un’altro giro di clessidra”. Curiosi? Allora bando alle ciance, vi lascio alla sinossi e, soprattutto, alle parole dello stesso Simone!  

Sergio è un ragazzo timido e riservato, poco inserito nell’ambiente scolastico e con delle lacune che rischiano di condurlo alla bocciatura. Dietro le sue assenze, più che letterali, si nasconde un segreto ancora inconfessabile: lui è Samuel Cook, un Druido che ha trascorso lunghi anni tra le terribili fosse di combattimento dell’isola di Servos. Il giovane, attraverso un’anomala attività cerebrale, può connettersi con questo mondo parallelo e tentare di risollevare non solo le sorti della propria stirpe, ma in generale di un Continente votato alla corruzione e a dividersi, sempre più pericolosamente, in una disperata lotta per il potere. Il difficile equilibrio tra queste due esistenze viene scosso anche da alcune novità che costringono Sergio a uscire dal proprio guscio: una ragazza e… un gruppo musicale. In ballo ci sono non solo le questioni personali o quelle legate ai Druidi, ma anche e soprattutto la necessità di far luce sulla propria natura.

1. Ciao Simone, parlaci un po’ di te…

Sono medico dermatologo a Roma anche se sono di Vasto, in Abruzzo. Sono innamorato del mio lavoro ma amo la letteratura e mi piace rifugiarmi nei mille mondi fantastici che solo un buon libro può offrire. I libri sono il mio modo di staccare e ricaricare le batterie.

2. Quando hai scoperto l’amore per la scrittura e com’è accaduto?

Ho scoperto di amare la scrittura al liceo, quando pian piano alla voglia di leggere sempre libri nuovi si è aggiunto il desiderio di scriverne uno tutto mio. È stata una conseguenza diretta della mia voglia di scoprire se potevo farcela a dare sfogo alle mille storie che mi viaggiavano in testa.

3. Come è nato “un altro giro di clessidra”?

Un altro giro di clessidra nasce inizialmente come una storia esclusivamente fantastica, scaturendo dalla passione per il fantasy e la fantascienza, generi che leggo fin dall’adolescenza. L’impianto misto, ovvero l’idea di percorrere la storia di Sergio, sognatore accanito, parallelamente al contenuto dei suoi viaggi onirici ambientati nell’immaginario continente di Grandia è nata in seguito. Ho pensato che fosse un esperimento innovativo, e potesse avvicinare al romanzo anche chi non è fortemente addentro rispetto ai generi sopracitati. Inoltre, amo i romanzi di formazione e seguire la crescita del giovane Sergio nella realtà di tutti i giorni mi affascinava fortemente.
Sentivo di dover dare risalto a una tipologia caratteriale spesso bistrattata nell’immaginario contemporaneo. Oggi si penalizza chi ha tanto da dire ma ha necessità dei suoi tempi per farlo, proprio come Sergio. Forse anche io sono così.

4. Il tuo libro è in bilico fra il mondo attuale ed un passato lontano, quello dei druidi e dei celti. Quanto studio c’è dietro ogni capitolo?

Ho lasciato molto spazio all’immaginazione. Il mondo dei druidi voleva essere un richiamo a personaggi classici dell’universo fantasy, ma l’impianto del mondo di Grandia deriva quasi totalmente dalla mia immaginazione e dall’ispirazione tratta dalla realtà quotidiana. Devo dire che non ho fatto particolari ricerche per tratteggiarlo: ho solo attinto alla mia fantasia e a tutte le letture che negli anni mi hanno sicuramente influenzato.

5. Per il tuo romanzo hai scelto un titolo molto particolare, come è sorta questa idea?

Nasce dalla considerazione che quasi tutti i protagonisti hanno bisogno di un’altra opportunità. Un altro giro di clessidra, oltre a essere il titolo del singolo d’esordio della band nella quale Sergio viene coinvolto come bassista, è la richiesta di una seconda chance: una nuova possibilità per scegliere il futuro migliore, ripartendo da zero. Un monito per tutti coloro che si scoraggiano e non ottengono dalla vita il risultato sperato… Non mollate, e un giorno lo avrete. Ognuno ha il diritto di sbagliare e il dovere di rimettersi in piedi.

6. A chi si rivolge il tuo libro? Descrivici il tuo lettore ideale…

Non ho un lettore ideale. Ho cercato di rendere fruibile il romanzo a un pubblico variegato, non solo un pubblico giovane che sicuramente può riconoscersi in Sergio e nelle sue insicurezze ma anche un pubblico più maturo che ama il romanzo d’azione con un pizzico di soprannaturale e di elementi fantastici.

7. E invece quando posi la penna, che tipo di lettore sei?

Abbastanza onnivoro. Amo come già detto fantasy e fantascienza, ma leggo molto anche romanzi non di genere. Kent Haruf è tra le mie ultime scoperte, e mi ha lasciato davvero incantato.

8. Quali libri ti hanno spinto a dire “voglio farlo anch’io“?

Forse sono un po’ troppi… Comunque sicuramente la lettura del Trono di Spade mi ha dato una forte spinta a completare il romanzo… Ho pensato alla gioia che deve aver provato l’autore a immaginare un mondo tutto suo, ed è stata una molla eccezionale.

9. A cosa pensi quando scrivi, a cosa ti ispiri, qual è la tua musa?

Alla realtà, ai miei sogni alle mie aspirazioni… Non c’ è una cosa in particolare che mi ispira. È come leggersi dentro e far scorrere la penna: sai che sta succedendo ma non sai esattamente come e perché. Non è questa forse la magia della scrittura in fondo?

10. E infine, ultima domanda da un milione di dollari: progetti futuri?

Forse un sequel, forse una nuova storia. Certamente non appendero’ la penna al chiodo e farò di tutto per continuare a mettere su carta ciò che sento. 


Grazie a Simone per averci fatto guardare dallo spioncino di “un altro giro di clessidra”, è sempre affascinante osservare il dietro le quinte. Per saperne di più leggete la mia recensione (link recensione) e visitate il profilo IG di Simone Simone D’Adamio (@simonedadamio) • Instagram photos and videos

Raffaella

Recensione – Un altro giro di Clessidra – Simone D’Adamio

Autore tra le righe – @simonedadamio

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Fuori dal Tomo – La tavola degli otto – Raffaella Iannece Bonora _ Personaggio: Yuki Taylor

COVER REVEAL – LA TAVOLA DEGLI OTTO

Oggi abbiamo la fortuna di conoscere Yuki Taylor, protagonista del primo racconto de “La tavola degli otto”, romanzo di novelle di Raffaella Iannece Bonora, pubblicato il 25 settembre 2019 dalla casa editrice Scatole Parlanti. Come abbiamo fatto ad incontrare un personaggio? Semplice! Yuki è fuggita via dall’inchiostro per venirci a parlare di sè, del resto “Fuori dal Tomo” nasce per questo, per dare spazio ai personaggi!

  • Signorina Yuki, come mai lei è il primo personaggio che incontriamo nel libro “La Tavola degli Otto” di Raffaella Iannece Bonora?

Suppongo perché sono nata il 21 Dicembre, giorno di Yule.

  • Scusi ma, che c’entra? Cos’è Yule?

Vede, il 21 Dicembre è il giorno del solstizio d’Inverno ma per i celti era Yule, primo sabbat della ruota. Yule è uno dei momenti di passaggio dell’anno: il buio regna sovrano ma, con l’arrivo di Yule la luce ricomincia a guadagnare terreno. I celti festeggiavano, in questa data, la nascita del dio Sole bambino, in altri riti era il Re Agrifoglio, anno vecchio, a venir sconfitto dal Re Quercia, anno nuovo. Secondo un’usanza pagana, durante questa celebrazione le donne restavano al buio ad attendere l’arrivo della luce di una candela portata dagli uomini, dopodiché si accendeva un gran falò e si festeggiava tutti insieme. Yule, in breve, è la festa della morte, trasformazione e rinascita.

  • Ah però, noto che ha fatto i compiti a casa…

Sono una vera stscanovista…

  • …E mi dica, lei cos’ha in comune con Yule?

Tutto direi. Sono morta, dolorosamente mi sono trasformata e, spero, mi vedrete rinascere. Del resto anche io sono al buio in attesa della mia candela ma se arriverà o meno lo scoprirete fra le pagine del libro…

  • Ho sentito dire che lei odia le vacanze, come mai? Solitamente non è il contrario?

Il mio incubo sono le giornate vuote senza nulla in agenda. Le vacanze mi mandano in tilt, in quei momenti mi sento persa, vuota, obbligata a starmene da qualche parte a pensare invece lavorare mi riempie le giornate e la sera vado a dormire fiera di quello che ho realizzato.

  • Lei che lavoro fa?

beh, non posso dirglielo…

  • …Perchè?

Credo che in gergo si dica “spoiler”. Posso dirle però che amo il mio lavoro perchè mi impegna tanto e sempre, mi costringe s partecipare a party esclusivi, a parlare con persone importanti. È un lavoro che mi obbliga a curarmi, a mantenermi attiva e mi fa tanta compagnia, specialmente durante le feste.

  • Lavora anche stasera?

Certo! Devo presenziare ad un evento molto chic che si terrà … beh ma non posso rivelare certi dettagli, non ancora.

  • Ma noi siamo curiosi!

Per saperne di più vi toccherà leggere il primo racconto de “La Tavola degli Otto” e non solo quello perchè ho in serbo molte sorprese!

  • Una sorpresa almeno deve svelarcela…

È matto? La mia autrice mi depenna dal romanzo! Ho già svelato troppo!

  • Ultima domanda per la nostra iperattiva Yuki…ma almeno lei ce l’ha un happy end?

Ognuno ha il suo finale felice o, almeno, ha il finale che si merita, non crede?


Noi ringraziamo e salutiamo Yuki Taylor. Questo non è un addio ma solo un arrivederci, infatti potremmo conoscerla e incontrarla di nuovo fra le pagine de “La Tavola degli Otto”, romanzo in racconti di Raffaella Iannece Bonora edito da Scatole Parlanti. Dove potete acquistare il libro? Ma è molto semplice, lo trovate sul sito della casa editrice http://www.scatoleparlanti.it , nei maggiori store on line (amazon, libreriauniversitaria, ibs, mondadori, laFeltrinelli etc.), ordinabile in qualsiasi libreria oppure ad Eboli presso la Cartolibreria Campanozzi sul Viale Amendola o l’Edicola Gallotta sita in Piazza della Repubblica.

Volete saperne di più? Seguite l’autrice, e il libro, su Facebook: https://www.facebook.com/pg/tavoladegliotto/community/

Su Instagram:
https://instagram.com/raffaella_iannecebonora_author?igshid=1xvhanbfbh02c

E su Youtube dove troverete tanti booktrailer dedicati al libro, ai singoli personaggi (compresa la nostra Yuki), video interviste e tanto altro…
https://m.youtube.com/channel/UCvaLXXZuacx4jOLuGLXuDXQ

Intervista a cura di #fuoridaltomo di Raf&Greta

REGOLAMENTO

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Fuori dal Tomo – Raf e Greta

Salve, ci presentiamo!
Siamo Greta Guerrieri, autrice di “La Rosa Bianca di Serpente” e Raffaella Iannece Bonora autrice di “La Tavola degli Otto“.
Insieme abbiamo creato “Fuori dal Tomo”, uno spazio dedicato agli autori? No! Ai personaggi!
Sei un personaggio di un libro?
Credi che non ti sia stato dato il giusto spazio?
Desideri il tuo momento di gloria?

Vuoi farti conoscere dal mondo?
Bene, vieni da noi!

Qui a Fuori dal Tomo, due ragazze si prenderanno cura di te!

Accomodati, il protagonista oggi sei tu!