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Autori tra le righe – @nianavinci

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Niana Vinci
  • Titolo opera: Matteo, la regola dell’amico
  • Genere: Romance, chick-lit
  • Data di pubblicazione: 28 luglio 2018

Trama

Sono passati sette anni da quando nostra madre è stata uccisa da un automobilista ubriaco. Non vedo mio fratello da allora. Va bene così. Riesco persino a essergli grata di avermi tolto di torno Matteo. È il suo migliore amico, e stargli accanto mi ha sempre fatto l’effetto di una solenne sbronza. Avete presente? Quando non riesci a pensare e tutto quello che fai serve a renderti ridicola. Non avrei mai creduto di ritrovarmi a dividere casa con entrambi, ma sapevo di non avere scampo.
Non saprei in che altro modo descrivere Celeste se non dicendo che è una bella bambolina senza cervello. Non voglio fare lo stronzo. È che semplicemente non ho pazienza. Basta la sua sola presenza a innervosirmi. Ma so che Tommi ha un piano, e a quanto pare io ne faccio parte.

  • Formati Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo 14,99
  • Prezzo Ebook 0,99
  • Dove si trova il romanzo: Amazon
  • Kindle Unlimited?

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono una persona timida che quando prende una penna in mano si trasforma e tira tutto quel che le suggerisce la sua sterminata fantasia. Adoro entrare nella testa dei miei personaggi, trovare i loro punti di forza e di debolezza, metterli alla prova attraverso situazioni sfidanti. Sì, credo di essere una scrittrice un po’ sadica, mi diverto molto!

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

In un certo senso, il protagonista maschile, Matteo. Quando ne ho parlato a una persona a me molto cara, descrivendogli il suo carattere e il suo modo di fare, mi ha detto che Matteo aveva tutta l’aria di soffrire di ADHD, e che io DOVEVO raccontare la sua storia.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Che dobbiamo essere sempre noi stessi, qualsiasi cosa accada. Solo così potremo trovare la nostra strada.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Vorrei fargli trascorrere ore intense, farlo ridere e commuovere, dargli la sensazione di aver sbirciato dentro la vita, la testa e il cuore di persone vere, come lui.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Non credo di averlo mai scelto. Ho scritto una storia che seguisse il carattere dei miei personaggi. Quando è stato il momento di incasellarlo in un genere ho scoperto di avere scritto un romance con spiccate caratteristiche chick-lit e un pizzico di erotismo.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Una grande profondità psicologica, che si esprime in scene d’amore intense e in dialoghi serrati e divertenti, a volte surreali, quando emergono le differenze tra il modo di ragionare maschile e quello femminile.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Mi identifico in ognuno dei miei personaggi, nel senso che a ciascuno di loro ho attribuito sentimenti o stati d’animo che io stessa ho provato. In particolare i caratteri di Matteo e Celeste, i protagonisti di “Matteo”,  sono basati su due d’animo che ho provato a lungo, e in cui credo che molti si potranno riconoscere. Ossia la sofferenza di sentirsi traditi da chi invece dovrebbe proteggerci e la sensazione perenne di “disturbare”.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

So già come andrà a finire. Sia in “Matteo” che in “Celeste” ho scritto prima i finali che tutto il resto. La mia immaginazione mi ha mostrato le scene come fotogrammi di un film, e in un certo senso per avere la storia completa sono andata a ritroso, come se guardassi un film al contrario.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

La scrittura è il mezzo espressivo più congeniale al mio carattere. Per questo motivo credo ho iniziato a scrivere molto presto, fin dalle elementari. Ho tenuto un diario per anni, ma non ho mai scritto romanzi finché non mi è comparso nella mente Matteo.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Sì, il seguito di “Matteo” è quasi pronto. Si intitola “Celeste”, e a questo seguiranno le storie di tutti i personaggi secondari del primo volume. La serie si chiama “The Holy Quaternary Series” e si riferisce ai protagonisti maschili. Ho scoperto di divertirmi un sacco a scrivere immedesimandomi in un punto di vista maschile.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi di dare un’occhiata all’anteprima su Amazon. Sono una frana quando si tratta di promuovere il mio romanzo!

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Bè, prima di tutto ringrazio te per avermi dato l’opportunità di rispondere a questa bellissima intervista. E’ sempre un’emozione per me parlare di “Matteo”, perché l’ho scritto in un periodo particolare della mia vita, ed è stato la prima cosa che facevo solo per me e per il mio divertimento dopo molto tempo. Non pensavo minimamente di pubblicarlo. Soffrivo d’insonnia, e mi sono detta che sedermi davanti la PC sarebbe stato un bel modo di trascorrere tutte quelle notti in bianco. Mi sono divertita molto in compagnia di Matteo e Celeste, spero che si divertiranno anche i miei lettori. 

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Autori tra le righe – @morgane_mentil

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Morgane Mentil
  • Titolo opera: La Scelta
  • Genere: Paranormal romance, urban fantasy
  • Data di pubblicazione: 8 dicembre 2017

Trama

Milano, giorni nostri. La città è colpita da improvvise esplosioni. In una di queste resta coinvolta Sarah Terenzi, che per miracolo sopravvive grazie all’intervento tempestivo di un uomo misterioso. Da quel momento la vita della giovane cronista cambia. E non solo la sua. Le distruzioni si moltiplicano investendo l’intero Pianeta – dal Brasile alla Cina, dagli Stati Uniti all’Italia – e quel che sembrava un attacco ben congegnato da una cellula terroristica assume i contorni di una devastazione su scala mondiale mai vista prima. Insieme ai suoi amici Mike e Andrea, la protagonista dovrà risalire ai responsabili, chiedersi chi mai l’avrà salvata e per chissà quale oscura ragione, ricostruire il puzzle di una vicenda complessa e mistica che scuote anche i suoi più profondi sentimenti di donna e di individuo. Dovrà scegliere tra il cuore e la ragione, la morte e la vita, il buio e la luce, senza per questo abbandonare a se stessa l’intera Umanità. 

Una storia d’amore tra due che è anche una lente d’ingrandimento per scandagliare e interrogare l’animo umano.

  • Formati Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo € 11,99
  • Prezzo Ebook € 2,99
  • Dove si trova il romanzo: Amazon
  • Kindle Unlimited?

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Recensione – La scelta – Morgane Mentil

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono una persona molto musicale. La musica, così come la scrittura, mi accompagna sin da quando ero piccola. Senza vivere la musica, mi sentirei un vegetale. Senza scrivere, mi mancherebbe una fonte di felicità. Le due passioni, nella mia vita, vanno di pari passo!

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Questa storia trae ispirazione da un sogno di molti anni fa. Sono riuscita a realizzarne il libro soltanto in tempi recenti per via di varie peripezie della vita che mi hanno portata a riflettere su alcuni specifici temi e a costituire la giusta forza per la stesura di un manoscritto. La Scelta è una vera e propria unione fra elementi di giovinezza e altri di“maturità” che, a un certo punto, si sono incontrati.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

La Scelta narra una storia d’amore e di avventura e, attraverso le vicissitudini dei personaggi, è un veicolo per condividere argomenti come: l’incontro con il diverso, la speranza, la seconda possibilità, la libertà di essere se stessi, e vari altri.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Mi piacerebbe trasmettere il piacere di una lettura avvincente e romantica nonché lo stimolo a riflettere sui temi trattati, primo fra tutti il rapporto fra ciò che consideriamo Bene e ciò che riteniamo sia Male.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Non l’ho scelto io, mi ha scelta lui! Scherzi a parte, mi piace il genere fantastico; ritengo che per mezzo di eventi o personaggi sovrannaturali si possa narrare la metafora di vita. Il maestro, in tal senso, è Tolkien con il Signore degli Anelli.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

La Scelta è un romanzo che trascende il romance classico per agganciare una vena mistica e introspettiva; contiene inoltre un’indagine poliziesca e proietta il lettore nel mondo degli antagonisti, nelle loro dinamiche e nelle motivazioni che li spingono ad accanirsi contro la Terra.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Cerco di non creare personaggi autobiografici per conservare una certa oggettività nei confronti della storia. Mi sento sicuramente molto vicina a Mita, il protagonista maschile, una figura che lotta per liberarsi dagli schemi imposti, da pregiudizi e costrizioni, per vivere totalmente se stesso. Lo trovo bellissimo.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Solitamente so dove andare a parare e come desidero far finire una storia perché alla base del romanzo c’è un progetto. Non escludo mai una virata dell’ultimo momento comunque, perché il confine fra scrivere ed “essere scritti” è davvero sottile e i personaggi potrebbero in qualsiasi momento prendere il sopravvento sull’autore!

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Come molti altri autori ho iniziato a inventare storie durante l’infanzia. Attualmente, scrivere è per me fonte di gioia e un modo per crescere ed esplorarmi. Inoltre, ho scelto di pubblicarmi e di non scrivere soltanto per me stessa perché ritengo che i libri siano un preziosissimo mezzo di comunicazione e confronto.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Conto di pubblicare un racconto poliziesco nel corso dell’inverno mentre, da vari mesi, mi sto dedicando alla stesura del nuovo romanzo, un horror-thriller psicologico che richiede molta dedizione!

Non escludo il prosieguo de La Scelta, nonostante il romanzo nasca come auto-conclusivo.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi di lasciarsi ispirare dalla trama ma soprattutto dalla copertina, elemento che racchiude simbolicamente l’essenza della storia.

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Il romanzo è “dedicato a chi, seppur piccolo, non rinuncia a credere di poter fare la differenza.”, concetto in cui credo molto e che mi piace poter condividere con tutti.

Ringrazio per l’opportunità di questa intervista; farsi conoscere e guadagnarsi la fiducia dei lettori è fondamentale per un nuovo autore, ancor più se self. Grazie a chi sarà curioso di seguirmi in questa incredibile avventura di scrittrice!

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Autori tra le righe – @thatslady

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Eleonora Fasolino
  • Titolo opera: Amabile inferno
  • Genere: Narrativa Romance
  • Data di pubblicazione: 2 novembre 2018

Trama

Roma, Anno del Signore esami di maturità.

Melania Santacroce ha diciotto anni, un gusto eccentrico in fatto di vestiti e i capelli tinti di viola. Afferma di portare una terza scarsa di seno più per ottimismo che per amore della realtà e, quando non si allontana dal mondo per comporre poesie distratte, si interroga sull’efficacia delle taglie dei jeans, su Lord Byron e sulla dubbia puntualità dei mezzi di trasporto capitolini.
Sebbene alta e non proprio esile, a volte teme di risultare impercettibile, ma a salvarla dalla banalità del quotidiano sono le uscite al vetriolo che di tanto in tanto ama diffondere con nonchalance.
Non è proprio sicura di credere in Dio, ma frequenta una scuola privata di stampo cattolico.
Non ama tradurre il greco, ma si accinge ad affrontare l’ultimo anno di liceo classico.
Non si è mai innamorata, ma alla fine è arrivato Manfredi Vergara: suo professore e uomo impegnato in una relazione complicata con Dio.
Perché Manfredi è un prete.
E Melania, che non ha mai assaporato la tentazione, si trasformerà in quella più pericolosa per un uomo che non appartiene nemmeno a se stesso.
O forse nel suo amabile inferno.

  • Formati: eBook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo: 11,96
  • Prezzo eBook: 2,99
  • Dove si trova il romanzo: Amazon
  • Kindle Unlimited?
  • Titoli altri libri pubblicati: Queste nostre macerie novella di Amabile inferno

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Domande

Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autrice?

Vivo essenzialmente di libri. Oltre a scriverli (ci provo almeno), traduco ed edito. Sono nata a Roma e ho vissuto a Roma quasi tutta la mia vita. Parlo fluentemente inglese e me la cavo col russo – no, non ho origini russe, l’ho studiato all’università.
Non credo di potermi definire timida, ma eccentrica sicuramente – forse anche nel modo di vestire qualche volta.
Ho vissuto un’infanzia e un’adolescenza abbastanza particolari, con un lieve difetto fisico (un’accennata zoppia) che per molti anni ha costituito una sottospecie di corazza impenetrabile, orpellata di ironia e sarcasmo a profusione. Poi sono cresciuta, ho combattuto ciò che dovevo combattere, ho imparato a conoscermi e ho capito che a conoscersi ci vuole una vita intera, perché si cambia in continuazione (e per fortuna!).
Ascolto molta, molta, davvero molta musica, ma credo che il mio cuore apparterrà sempre ai Pink Floyd.
Vivo di nostalgie e sogno baci rubati in libreria, mentre Dino Buzzati e Oriana Fallaci mi occhieggiano dai dorsi delle loro copertine.
La mia torta preferita è la Sacher. E se potessi trasferirmi domani nel luogo dei miei sogni… be’, che dire, mi fionderei subito in Scozia.

Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Forse quello che spinge ogni autore a scriverne una, in tutta la sua tonante banalità: mi andava.
E l’ho fatto.
Volevo scrivere di un amore proibito tra un uomo più grande, magari professore, e la sua allieva – ah, Charlotte Brontë, che guaio hai combinato a farmi innamorare di Mr Rochester! – e poi volevo rendere questo amore ancora più proibito, mescolandolo al mio amore per Dio, così ho fatto del mio protagonista un professore prete.
Sono stata cattolica per molti anni, con devozione ma senza forzature. Ho lasciato la Chiesa verso i sedici anni, perché non mi rispecchiavo in certi dogmi, in certe interpretazioni. Soprattutto per quanto riguarda i temi etici: fare sesso non è un peccato, essere omosessuale nemmeno. È amore. Ed è parte di Dio in quanto tale. Questi sono esempi comunque.
Credente lo sono rimasta, ma, ecco, non sono più cattolica.

Qual è il messaggio del tuo libro?

Temo di essere la persona più sbagliata per rispondere a questa domanda. Ogni libro, nelle mani di un lettore, diventa il suo interlocutore, quindi ogni dialogo porta a messaggi diversi.

Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Un po’ di fiaba, un po’ di realtà, un po’ di risate all’occorrenza.
Spero comunque di trasmettere qualcosa di positivo, anche tra le crepe e le contraddizioni dei miei personaggi. Forse spero di trasmettere umanità, la consapevolezza che si sbaglia, che si è anche fragili e che in fondo è bello così, seppur difficile.

Come mai hai scelto questo genere?

Suppongo lo abbiano scelto i miei personaggi spingendomi a narrare questa storia. Io mi sono adeguata.

Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Doppi sensi creativi?
Scherzo.
Non lo so, a me piace pensare che di particolare abbia il fatto che non pretende di parlare a qualcuno di definito. Sta lì, e vuole solo essere accolto.
E se di particolare non avrà proprio nulla, dai, almeno la cover possiamo dire sia carina.

C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Virginia Levanti.
È un personaggio abbastanza presente nel libro, ma non posso fare troppo spoiler. Anzitutto, condividiamo lo stesso soprannome: Lady.
Inoltre abbiamo praticamente lo stesso carattere. Abbiamo vissuto perdite, tradimenti dalla vita e forse anche da alcune persone, ma abbiamo stretto i denti.
A volte ci siamo sacrificate troppo. A volte abbiamo dato troppo a chi non lo meritava. Altre volte abbiamo preso scelte imbecilli, e di questo possiamo incolpare solo noi stesse.
Virginia è sicuramente buona di animo, sotto quella scorsa un po’ guardinga. Io spero di assomigliarle in questo.
Forse Virginia non viene temuta, ma che grosso errore sarebbe sottovalutarla!

Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Un po’ entrambe. Credo dipenda dalla storia stessa.

Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Semplicemente, rappresenta chi sono. Sono nata in questo mondo e faccio questo. Non c’è una grande spiegazione retorica temo, mi piacerebbe che ci fosse, ma io mi sento così: sono Eleonora e scrivo.

Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

A due in realtà. Non so scommettere su quale vedrà prima la luce.
In più due giorni fa è uscita una novella collegata ad Amabile inferno, ovvero Queste nostre macerie.

Review Party – Queste nostre macerie – Eleonora Fasolino

Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Se ti annoi, prova a leggermi.
Se cerchi personaggi imperfettissimi e un po’ contraddittori, accomodati.
Se sei cattolica e hai un prete figo, prova a conoscere la mia protagonista (e poi presentami il tuo prete!).
Se ti balla un po’ la scrivania, usa questo libro per tenerlo stabile.

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Autori tra le righe – @margheritaepunto

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Margherita E. Punto
  • Titolo opera: Margherita e punto
  • Genere: Favola per adulti
  • Data di pubblicazione: 28 dicembre 2018

Trama

Questa non è una favola per bambine!O meglio, non per le bambine cui stai pensando, quelle che saltano nelle pozzanghere, si sbucciano le ginocchia, strillano e fanno i capricci. E nemmeno quelle occhialute che se ne stanno sedute in un cantuccio, con un libro da colorare tra le mani. Questa è una favola per la bambina che è dentro di te, quella che ne ha viste tante, ne ha passate tante, e ad ogni brutto colpo è sopravvissuta. Quella che per proteggersi ha cercato un nascondiglio in fondo al cuore e vi si è rannicchiata. Quella che si mette le mani sugli occhi, per non assistere alle brutture del mondo che la circonda. Ecco, questa favola è per quella bambina, e se avrai la voglia, la pazienza e la costanza per arrivare fino in fondo a queste pagine te ne accorgerai… oh sì che te ne accorgerai, e finalmente la vedrai tornare a sorridere.

  • Formati: Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo euro 8,50
  • Prezzo Ebook: euro 3,94
  • Dove si trova il romanzo: Amazon
  • Kindle Unlimited?  Sì

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Instagram: https://www.instagram.com/margheritaepunto/

Recensione – Margherita e punto

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Ciao, avendo pubblicato il libro con uno pseudonimo posso dirvi solo che ho da poco compiuto 35 anni, vivo a Milano ma sono di origini pugliesi e… non mi piace parlare molto di me!

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Era da un po’ che questa storia mi frullava in testa, mi dicevo: “Vorrei scrivere di una ragazza che, a furia di essere piantata…” e poi vi toccherà leggerlo per sapere come va a finire! L’ho scritta perché fondamentalmente credo che, in giro per le strade, ci siano tante ragazze come Margherita, che fanno fatica ad accettarsi per ciò che sono, che si sentono costantemente inadeguate rispetto alle situazioni ed alle relazioni con gli altri.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Vorrei che tutte le Margherita imparassero che non si è né giusti né sbagliati, semplicemente si può essere se stessi, con i propri pregi e difetti, e che c’è chi è disposto ad amarci per quello che siamo. Il mio libro si chiude con una morale, quella a cui io stessa sto provando a credere.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Vorrei trasmettere un messaggio di fiducia, in se stessi e nel prossimo, e di speranza. Anche quando vediamo tutto nero, dovremmo pensare che quel nero non è la realtà, ma solo la nostra percezione e che forse, oltre, strappando quel velo fatto di pregiudizi e paure, c’è un sole splendente ad attenderci.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Ho definito il mio libro “una favola per adulti”, perché credo che sia importante continuare ad alimentare il bambino che è dentro di noi, senza mai trascurarlo, ma anzi cominciando a pensare che sia un nostro punto di forza anziché di debolezza.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Beh, innanzitutto ha delle illustrazioni bellissime! E poi credo che, nella sua semplicità, lasci qualcosa nel lettore, lo inviti a vedere il mondo da un’altra prospettiva.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Perché “Margherita e punto” è un libro nato da un’introspezione profonda e svariate ore di psicanalisi… forse da un certo punto di vista è terapeutico, sia per me che l’ho scritto, sia per i lettori. Potrebbe sembrare che io pecchi di modestia nel dirlo, ma credo che valga la pena di essere letto.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Ovviamente nella protagonista, Margherita, perché in lei c’è tanto di me e della mia storia. La mia vita mi ha dato sempre molti spunti, ed alcuni di questi sono confluiti in questo racconto. Margherita è la parte più intima di me.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Non solo so come andrà a finire, ma so anche quali saranno le esatte parole con cui finirà la storia! In genere parto da un’idea, comincio a scrivere sapendo già quale sarà il punto di arrivo e poi mi lascio trasportare dal momento e dalle sensazioni. Scrivo di getto, a ruota libera e, quando ho finito, in genere non saprei dire nemmeno con esattezza cosa ho scritto! L’unica certezza che ho è di averlo fatto con tutta me stessa, quindi il risultato potrà essere buono o cattivo, ci potranno essere errori o ripetizioni, ma sarà sempre vero.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere a quattro anni ed uno dei ricordi della mia infanzia è quello di mio padre che mi insegnava a fare le rime. Credo di scrivere meglio di come parlo! Dal vivo sono molto più timida ed impacciata, mentre per me la scrittura è una valvola di sfogo e la mia migliore forma d’espressione. Se qualcosa no va, lo metto su carta per riuscire a prendere le distanze e guardare alla situazione con più lucidità, e questo mi fa sentire decisamente meglio!

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Ho un’altra storia che mi sta girando in testa da un po’, riguarda il mondo dei tarocchi… ovviamente anche in questo caso so esattamente come andrà a finire! Per il momento ho scritto solo il primo capitolo, e sto raccogliendo come sempre alcuni spunti dalla mia esperienza… vedremo cosa ne verrà fuori.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Ti fidi di me? Lo so che non ci conosciamo, ma tu fidati e leggilo, poi mi dirai!

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Come vi dicevo, per me “Margherita e punto” significa molto, in quelle pagine ci sono tanti pensieri, momenti di sconforto e qualche lacrima. Averlo pubblicato ha rappresentato un momento di svolta nella mia vita, di crescita ed acquisizione di maggiore consapevolezza di quello che sono e quello che voglio. Davvero, credo di non essere l’unica ad aver provato le emozioni descritte nel libro, per questo penso che leggerlo possa dare quanto meno un conforto ad altre ragazze come me. E poi, sarebbe il coronamento di un sogno. Non credo che smetterò mai di scrivere, ma avere la certezza che ciò che scrivo arriva al cuore dei lettori mi darebbe un maggiore slancio verso quello che vorrei diventasse il mio mondo.

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Autori tra le righe – @diamante_giorgese

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Diamante Giorgese
  • Titolo opera: RESTANO NEL CUORE
  • Genere: Raccolta di poesie
  • Data di pubblicazione: 10 Aprile 2019

Trama

RESTANO NEL CUORE è, idealmente, la storia di un’anziana signora che, ormai vicina alla morte, ricorda tutti i momenti salienti della sua vita: la perdita di sua madre, la rottura di una storia d’amore che si sarebbe poi rivelata non così importante, l’adattamento ad una società in continuo divenire, l’esperienza del vero amore, della maternità, e il desiderio di poter donare ai propri figli un mondo migliore di questo, in cui persino la fede rappresenta ormai un dubbio non indifferente, finendo poi con un saluto coraggioso a questa vita, forte della convinzione che, dopo la perdita di suo marito, solo tramite la morte, ella potrà ritrovarlo e vivere finalmente insieme nel per sempre. RESTANO NEL CUORE è un invito a considerare ogni momento una ricchezza, perché ogni momento di questa vita ci cambia, restando così inevitabilmente impigliato nel nostro essere. RESTANO NEL CUORE chiede solo di essere letto, e di trovare anch’esso un posto nel cuore del suo lettore.

  • Formati: CARTACEO
  • Prezzo Cartaceo: 12,99
  • Dove si trova il romanzo: su  Amazon e in tutti gli store online (Mondadori, Ibs, Rizzoli, etc.)
  • Titoli altri libri pubblicati: I LIMITI DELL’AMORE storia di te e di me – LASCIATI DIMENTICARE

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Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Parlare di me come autrice sarebbe molto più semplice che parlare di me come persona, ma l’avete voluto voi! Quindi, facendo la persona seria, non posso che dire che cercare un solo modo per descrivermi è come cercare un modo di arginare l’oceano. Ho davvero troppe, ma troppe, troppe passioni. Partendo da quella per lo sport e in particolar modo per il powerlifting, fino a quella per la cucina e quando dico cucina, dico tutto. Mi piace inventare ricette, cercare in tutti i modi di rendere un piatto super calorico qualcosa di commestibile senza sensi di colpa e sì, mi piace anche mangiare. Tra lo sport e la cucina, poi, passano in mezzo la passione per il disegno, sia a matita che grafico, passa in mezzo la mia passione per il canto, e infine anche il mio percorso di studi che, se continuo così, ad appassionarmi ogni anno a qualcosa, credo non terminerò mai. Ad ottobre mi sono laureata in scienze politiche e da novembre ho iniziato con scienze motorie, voi direte, oddio, ma che fai? Ehm… non lo so neanche io! Inseguo solo le mie passioni.

Okay, oltre ad avervi mostrato la mia parte logorroica, credo anche di avervi dato un’immagine un po’ troppo frivola e sognatrice, quando invece non sono affatto così, prima di prendere una decisione rifletto mille milioni di volte, poi progetto tutto nei minimi particolari e solo alla fine inizio, quando sono sicura di essere pronta e con tutti gli strumenti a disposizione. Sono una persona molto precisa, puntigliosa, mi piacciono le cose ben fatte, in qualsiasi campo e, inutile dirlo, adoro emozionarmi tra le pagine dei libri proprio perché, razionale e calcolatrice come sono, ho bisogno di una valvola di sfogo in cui poter essere ciò che nella vita vera non sono. E va beh, avrei trilioni di altre cose da dire, ma non credo di poter monopolizzare questa intervista, quindi vado avanti con le altre domande.

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Trattandosi di una raccolta di poesie è nata sicuramente dalla mia passione per le poesie, ma… come è nata la mia passione per le poesie? Be’… no, non direi di essere sempre stata un’appassionata di poemi, fino alle superiori li studiavo e basta, anzi, li imparavo a memoria, perché il professore solo se imparavi a memoria tutte le poesie si degnava di metterti dieci, quindi ahimè ho fatto anche quello (no, ora ne ricordo si e no la metà). Ricapitolando, fino alla quinta superiore ho considerato le poesie come la maggior parte degli studenti, poi, nel momento di scrivere la tesi, ho pensato di darle un’introduzione speciale, originale, che nessun altro avrebbe potuto copiare, e l’ho fatto. Ho scritto una poesia, l’ho inviata ad un concorso (Per te, donna) e, con un’enorme botta di… bravura, ovvio, cosa pensavate dicessi? Sono stata scelta per una menzione speciale, quindi la mia poesia non ha vinto i primi tre posti, ma è stata valutata meritevole di essere letta e menzionata davanti al pubblico nel giorno della premiazione e, per una ragazza che non aveva mai scritto poesie, era un primo traguardo enorme. Così ho inserito la poesia nell’introduzione della tesi e da lì non ho più smesso di scriverne, cambiando stile, cambiando messaggio, cambiando forma, ma continuando a scrivere poesie.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Il messaggio del mio libro è chiaro già dal titolo, RESTANO NEL CUORE, con queste poesie vorrei dire ai miei lettori che sì, ogni momento della nostra vita ha la capacità di restare impigliato nel nostro cuore, di condizionare il futuro e quello che siamo. Ogni istante è quell’istante speciale che stiamo aspettando, spesso però siamo così ciechi e sciocchi ainseguire sogni che non esistono, che non vediamo la vera bellezza. Ed è proprio così, ci accorgiamo solo dopo dell’importanza di certi momenti, solo quando li andiamo a rivivere nei ricordi perché, inaspettatamente, sono rimasti lì, nel cuore.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Al lettore vorrei trasmettere la malinconia della nostra anziana signora che si racconta, che attraverso le poesia racconta la sua vita, il dolore per la perdita della madre, per la fine di una storia d’amore che sembrava poter essere quella giusta e che invece non era altro che un grosso passo falso, la voglia di rialzarsi, di rinascere ed amare se stessi prima ancora che gli altri ed infine l’amore vero, quello che resta fino alla fine e ti fa sperare di poter vincere anche la morte.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Ho scelto questo genere con molte incertezze, ormai le poesie non vanno più di moda, sono in pochi a leggerle, vanno molto di più quelle frasi brevi e corte che si postano sui social, ma io ho cercato di unire le due cose, di rendere le mie poesie piacevoli, leggibili, scorrevoli ed emozionanti anche per chi, alla poesia, si avvicina per la prima volta.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Particolare… oddio, la copertina! Ovvio! No, a parte scherzi, di particolare c’è davvero solo una cosa, le oltre cento illustrazioni che ho inserito all’interno. Sì, le ho create io (l’ho già detto che ho una passione per la grafica?) e onestamente non le considero neanche granché, so che avrei potuto fare di molto meglio, ma si sa, questa consapevolezza arriva sempre dopo aver svolto il lavoro. Ormai sono lì, aspettano di essere amate e giudicate, proprio come le mie poesie e, nella loro semplicità, spero possano piacere.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Ho scelto di parlare di questa raccolta perché, me ne rendo conto da sola, non la sto pubblicizzando a dovere, è un libro al quale ho dedicato mesi di lavoro, impegno e fantasia, e adesso l’ho accantonata in un angolo a favore di altre opere. Quindi spero di poterle dare un po’ di giustizia in questo modo, grazie a te, Jess.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Mi identifico nell’anziana donna, in tutte le sue emozioni, in quella che è la sua vita, mi identifico sempre in ciò che scrivo, non totalmente, ma almeno una parte di me si perde sempre all’interno di ogni personaggio.

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

A questa domanda non posso che rispondere con dipende. Ci sono libri che non riesco a scrivere se non so già come finiranno, come è stato per I LIMITI DELL’AMORE e libri in cui mi lascio trasportare dai personaggi e dalla storia, come per LASCIATI DIMENTICARE. Nel caso di RESTANO NEL CUORE non sapevo come sarebbe andata a finire, per il semplice fatto che all’inizio non avevo idea dell’ordine da dare alle mie poesie, solo con il tempo sono riuscita ad unirle ad un filo logico, ad una storia che potesse dar loro un senso ed un ordine temporale, e solo così ho capito che certe poesie non potevano far altro che concludere il mio lavoro.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

La scrittura per me è tutto, ma non è l’unica ad essere tutto. Ci sono anche altre passioni che per me sono tutto, e insieme mi danno la caratteristica dell’infinto, davvero, quando faccio ciò che amo mi sento infinita. La scrittura vive con me praticamente da sempre, fin da bambina adoravo scrivere, e quando dico bambina intendo bambina che ha appena imparato a scrivere. Scrivevo di quello che facevo e delle amiche che volevo, scrivere mi permetteva di ricordare e io non ho mai voluto dimenticare. La prima vera e propria storia però, l’ho scritta a dodici anni, quindi sono circa nove anni che scrivo storie, storie che non ho mai pubblicato e alcune che, invece, hanno visto la luce. La scrittura non mi ha mai abbandonata, quindi anche se ci sono passioni più recenti, non posso negare che lei sia la prima, quella che mi fa battere il cuore più forte di ogni altra cosa. Creare qualcosa che prima non c’era, solo attraverso dei simboli, è una magia di fronte alla quale io non smetterò mai di stupirmi ed emozionarmi.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Oh sì! In verità ne ho già uno totalmente inedito e completo nel cassetto che aspetta solo di essere inviato in giro ed un altro che invece sto scrivendo. Saranno due lavori completamente diversi l’uno dall’altro, ma chi mi conosce sa che amo cambiare.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Gli direi di lasciarsi andare, di liberarsi dei macigni che la realtà impone, delle preoccupazioni che gli urlano in testa. Gli direi di prendersi dieci minuti, non di più, di sedersi da qualche parte, perché un libro si gusta solo stando comodi e infine, semplicemente, di lasciarsi cullare. La poesia è tutto ciò che siamo, ci caratterizza da quando ci consideriamo uomini, la poesia è ciò che ci distingue dagli animali, la poesia è dire qualcosa con parole nuove e portare lo sguardo su cieli luminosi fino ad allora coperti dalle nuvole del cinismo. La poesia mostra, non dice, ma anche solo mostrando, dice più di mille parole.

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Credo che questa sia la parte più difficile di tutta l’intervista, ma non mi tiro indietro di solito, quindi non lo farò neanche questa volta.

Ho parlato della mia passione per la scrittura, ma non ho detto che questa mia passione è un enorme segreto e quando parlo di segreto intendo che non lo sanno neanche i miei genitori, non lo sa mio fratello, non lo sa mia nonna, i miei zii… lo sanno giusto due mie amiche, di cui una se ne disinteressa e non ha mai letto un mio libro e l’altra che ne conosce solo alcuni. Non l’ho mai condiviso, non l’ho mai detto troppo, perché mi sentivo stupida a sognare, a credere in qualcosa di così grande e lontano. Così ho deciso di pubblicare con uno pseudonimo, Diamante Giorgese non è il mio vero nome. Voi direte, “ma come? Hai messo una poesia nella tua tesina”, sì, l’ho fatto, ma non ho detto altro e i professori non hanno chiesto. Non ho mai detto che sogno di emozionare più gente possibile, che sogno di avere un posto speciale nel cuore della gente, perché grazie alle mie parole sono riuscita a portare un po’ di luce. Non ho mai detto molto, proprio per questo, ora è difficile condividere, promuovere, pubblicizzare, far sapere che le mie opere esistono. Per una persona che non ama chiedere è difficile questo mondo, ma ci sto provando, tra compromessi e passi falsi, cerco la mia strada e spero di trovarla, non importa quando, importa trovarla. Nel mentre continuerò a scrivere, perché è un bisogno il mio, è una voce che mi grida nel petto, che chiede di divenire realtà, di divenire verità. Quando nasce l’idea per una storia la sento prepotentemente nel petto, vuole uscire, vuole vivere, ed io non riesco a trattenerla, ho bisogno di scriverla. Leggere poi i commenti delle mie lettrici, sapere che sono riuscita nel mio obiettivo, che le ho emozionate, stupite o fatte piangere, mi colora il cuore di un rosso acceso, lo riveste di felicità, mi sento bene, importante, utile, e credo non esista sensazione migliore al mondo. Quindi non posso che aggiungere un immenso grazie rivolto a tutti i miei lettori, mi danno la forza di continuare, di non arrendermi, di crederci.

E alla fine, be’, un po’ di spam ci vuole, quindi vi riporto alcuni concorsi di poesia ai quali ho partecipato, così da dare un po’ di valore a quanto scrivo (altrimenti pensate “ma chi è ‘sta scema qua, ma da dove viene?”):

  • Concorso di poesia “PER TE, DONNA” 2016, la poesia Donna, Vita ottiene una menzione speciale;
  • Il Federiciano 2017, l’opera Ti amo è un verbo al futuro viene classificata tra i finalisti;
  • XIV concorso nazionale di poesia V.ELLI, il componimento Sarebbe rimasto vince il terzo posto in classifica;
  • Premio Letterario di Poesia e Narrativa della Città di Arcore 2018, la poesia Breve ottiene una menzione speciale;
  • Concorso di poesia PENSARE, SCRIVERE, AMARE 2019, il componimento Dentro ottiene il primo posto in classifica;
  • PREMIO LETTERARIO DI POESIA E NARRATIVA “Città di Arcore” 2019, l’opera Ti amo, papà vince il terzo posto in classifica.

E infine davvero, vi ricordo anche le mie storie:

  • I LIMITI DELL’AMORE storia di te e di me (presente su Amazon e in tutti gli store online)
  • LASCIATI DIMENTICARE (in uscita il 29 Novembre su Amazon, al momento è preordinabile)
  • GOLDEN (romanzo scritto nel 2014 presente solo su wattpad)
  • RESTANO NEL CUORE (presente su Amazon e in tutti gli store online)

Io vi aspetto tra le mie parole, emozionata di vedervi e con la speranza di emozionare anche voi!
Un bacio.

Grazie di aver letto fin qui e grazie a Jess di avermi dato questa splendida opportunità.

@jesslibri · Autori tra le righe · Collaborazione - Autori Emergenti · contributors

Autori tra le righe – @venusmarionwriter

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Venus Marion
  • Titolo opera: Gloria
  • Genere: Storico
  • Data di pubblicazione: 24 novembre 2019

Trama

Nell’anno di Nostro Signore 1214, a seguito della morte della madre, Cybele si ritrova nella contea di Nottingham, sotto la custodia dell’unico parente in vita rimastole: il vice sceriffo suo zio Guy di Gisborne. Messa alle strette dalla prospettiva di un matrimonio combinato, pur di evitare il letto di uno sconosciuto stringe una deprecabile alleanza con i fuorilegge della foresta di Barnsdale, capitanati da Adam di Locksley, figlio del famigerato e ormai defunto Robin Hood. Nascondendosi dietro un muro di bugie, Cybele inizia a muoversi all’interno di due mondi, quello di facciata al cospetto dello sceriffo e dello zio, e quello reale dei fuorilegge e degli abitanti della contea. Ma con l’arrivo di Sir Goliath di Rochester, suo promesso sposo, tenere il piede in due staffe si rivela più complicato del previsto. E forse dietro un classico matrimonio combinato si nasconde più dell’intento di Gisborne di trovare l’uomo ideale per sua nipote…

  • Formati Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo €15,90
  • Prezzo Ebook €3,99
  • Dove si trova il romanzo: Amazon
  • Kindle Unlimited? Yes
  • Titoli altri libri pubblicati: La settima imperatrice-Lo scettro; Se fossimo stelle; Tutti i demoni sono qui

Social

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Sono una medievista scarsa, ma tanto appassionata. Adoro tutto ciò che bisbiglia “medioevo”, dai saggi ai romanzi, ma ho una leggera avversione per i film ambientati nei secoli bui: alla fine non mi piacciono mai, fondamentalmente perché sono storie in cui parlano solo gli uomini — che noia. Mi piace tutta la Storia in generale, ma non ho alcuna competenza attestata in materia. Sono solo profondamente convinta che guardare al passato sia l’unico modo per intravedere e modellare il futuro. E poi credo nelle fate, lo giuro, lo giuro!

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Ho sognato la prima scena. Non la prima scena attuale, ma la prima scena della prima, orrenda stesura. L’ho scritta per gioco, per puro divertimento. Poi la protagonista — Cybele — mi ha teso la mano, e da lì sono andata avanti a scrivere il romanzo che volevo leggere. Ci ho messo quasi dieci anni, ma si sa, il tempo vola quando ci si diverte 😉

La verità è che Cybele è apparsa quando avevo bisogno di un’amica che facesse casini più grandi dei miei. Della serie: “se io riesco a superare questa senza morire, tu puoi alzare il c**o e affrontare il tuo comodo mondo post-moderno!” Quindi, con il senno di poi, ho scritto questa storia per me stessa. Per convincermi che se ce la fa Cybele ce la faccio anche io. Ce la facciamo tutti. Magari perdiamo qualche arto nell’impresa, ma quelli sono dettagli.

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

Che è tosta. La vita, la strada che scegliamo, la rotta che decidiamo di tenere. È tosta. A tratti è impossibile. Ma dobbiamo tenere la testa alta e arrivare alla fine, se non altro per essere fedeli a noi stessi. Anche se il prezzo che paghiamo per questa lealtà è esorbitante. È una questione di integrità, di spessore. Tutti vorrebbero percorrere la strada semplice e lineare, ma non è quella giusta. Quella giusta è quella dissestata, in salita; quella che ti tronca il fiato e ti spezza le gambe. La vetta si raggiunge solo da lì. Fa male? Da morire. Ne vale la pena? Lo scopri solo se cammini.

…troppo pesante? Ho un messaggio di riserva: Adam un è idiota.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Empatia, comprensione. La voce narrante appartiene ad un personaggio che di empatico e comprensivo ha davvero poco, ma quello è il bello. Vorrei che per quanto diverso dalla protagonista, ogni lettore riuscisse a sentirsi un po’ lei, a sentire quello che sente lei, a pensare “c***o, hai ragione, l’ho provato anch’io”. Certe emozioni sono universali. Il dolore, la paura, l’amore, il desiderio, la rabbia. Le proviamo tutti. Vorrei che il lettore le provasse insieme a Cybele, per condividere il proprio fardello con lei, e lasciarle sulle spalle un po’ del proprio. Non è questo il senso di scrivere e leggere storie? Sorreggere il peso del mondo insieme, almeno fino all’ultimo capitolo.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Parafrasando una famosa citazione, non è lo scrittore a scegliere il genere, è il genere che sceglie lo scrittore. È in parte vero. Io scrivo un po’ di tutto, dal fantasy young adult ai western con gli zombie, ma il mio preferito resta sempre questo filone che ho ribattezzato “medieval contemporary”. In pratica me lo sono inventato. Volevo l’ambientazione di un romanzo storico, ma una voce contemporanea, moderna. Volevo che fosse anacronistico. Che avesse la magia del tempo andato e la brutalità del reale. Che fosse spudoratamente femminista. Che rispecchiasse la società di oggi parlando di quella di ottocento anni fa. Non sto dicendo che ho scritto un romanzo di denuncia, sarebbe a dir poco un eufemismo. Ho solo cercato di ficcare ciò che penso in un’avventura in abiti medievali, perché “why not?”

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Oltre il fatto che sia un “medieval contemporary”, intendi? Dai, è una domanda bastarda, è come chiedere ad una madre quali sono le migliori qualità del suo bambino. Potrei sbrodolare lodi inutili fino a domani, perché sul serio, ho scritto il romanzo che volevo leggere, ha tutti gli elementi di cui sono patita, è in assoluto il mio libro preferito. E non perché l’ho scritto io, ma perché adoro la storia, il modo in cui viene raccontata, gli episodi che si susseguono. Però se devo dire con occhio critico ed esterno cos’ha di particolare, dico: Cybele. Cybele È il romanzo, ed è davvero particolare. Non solo perché è una donna medievale con la testa di una del ventunesimo secolo. A livello caratteriale, è una persona difficile. Si corazza di rabbia per affrontare ciò di cui ha paura. Mente a se stessa e agli altri. Deve trovare la sua strada in un mondo di uomini che ne hanno già decise altre per lei. Tutto questo restando strepitosa e fantastica. Non è facile, ragazzi. Provateci voi.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Perché questa storia per me è LA STORIA. Hai presente quelle balle sulla vocazione artistica e bla bla bla? Ecco. Sono vere. Gloria è la mia vocazione. Sono venuta al mondo per raccontarla. Magari la leggeranno dieci persone in tutto, ma non ha importanza. Io dovevo tirarla fuori. Scrivo ormai da più di quindici anni e scriverò per il resto della vita, ma niente di ciò che uscirà dalle mie mani sarà mai come questo romanzo. Non perché parli di me in modo particolare. Ovviamente parla anche di me, ma la verità è che parla di tutti. Anche di voi. Vi chiederete come faccio ad avere la presunzione di saperlo. Arrivate all’ultima riga e poi ne discutiamo. In ogni caso, ve lo dico da subito, non è un miracolo che posso replicare.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Goliath. Non so spiegare bene perché, è una cosa “a pelle”. Come quando esci una sera con un gruppo di gente che non conosci e individui subito la persona con cui hai qualcosa in comune. Nella vita vera, io e Goliath saremmo grandi amici. Lo comprendo alla perfezione. Vuole restare a galla in un mondo che non l’ha mai voluto, e non sa come si fa. Va a tentativi. Ovvio che sbagli. Ovvio che la paura lo renda a tratti codardo. Sbaglio anche io, sono codarda anche io. Quindi siediti, Liath, ti offro da bere. Alla nostra! E poi Luke. Luke è il mio spirit animal perché odia tutto e tutti. Quanto lo capisco!

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

In generale, mi lascio trasportare. Posso avere una vaga idea di dove voler andare a parare, ma non ho mai un porto prestabilito nel quale dover approdare. So che così si perde molto più tempo per la prima stesura, ma adoro come l’incertezza e il non sapere vibrino magia pura. Le infinite possibilità che offre una storia si respirano tutte solo così. Poi, una volta abbozzata la prima stesura dall’inizio alla fine, ragiono sulle conclusioni. Cerco di capire se il finale veicola bene il messaggio narrativo, se colpisce nel segno. L’inizio di una storia è un biglietto da visita, ma la fine è la foto che conservi nel portafogli, per portarla sempre con te. Fai diversi scatti, poi tieni il migliore.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere da bambina. Avevo un programma sul computer che ti faceva inventare storie. Lo adoravo. Il mio primo capolavoro è stato un retelling di Peter Pan, scritto alla tenera età di dieci anni. Obbrobrioso. Durante la prima adolescenza scrivere era uno sfogo, un rifugio (banale, ma vero). Intorno ai sedici/diciassette anni però mi sono imposta di smettere. Mi sembrava di non avere talento (sono ancora convinta di non averne), di non avere la preparazione giusta (idem), e non capivo dove potesse portarmi una passione che si prendeva tutto il mio tempo libero, tenendomi incollata davanti ad un monitor. Il fatto che qualche professore mi avesse detto che avevo una voce interessante non significava che ce l’avessi sul serio. Ero già introversa di mio, e mi sembrava che la scrittura mi tenesse ancora più distante dal mondo. Tutte scuse. Non lo faceva. In realtà era la mia lente per capire le cose, lo è ancora adesso. All’epoca ero solo cosciente di essere davvero scarsa, mi vergognano di quello che scrivevo, mi sembrava facesse tutto schifo. Succede anche adesso, ma ora ho imparato a fregarmene. Chi se ne importa se non sono brava, scrivere è l’unica cosa che mi piace davvero fare. Mi piace cercare le voci dei personaggi, mi piace incastrarmi sulla punteggiatura per giorni, mi piace rileggere le stesse frasi all’infinito, cercare i sinonimi, limare i dialoghi (provarli sotto la doccia), costruire i paragrafi, immaginare le scene. Quando scrivo sono felice. Quando scrivo sono la me bambina che giocava al computer e inventava storie. Chiamatemi quand’è pronta la cena.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

UNO? Ho in cantiere così tante storie che non mi basterà questa vita per finirle tutte. Ma tornando a parlare di Gloria, ho bozze di tre spin-off e un sequel. La verità è che voglio scrivere di questa gentaglia medievale fino alla fine dei miei giorni, quindi avrò di che divertirmi nei secoli dei secoli, amen.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Prendi Hunger Games, mettilo nell’Inghilterra di Giovanni Senza Terra, aggiungici bei vestiti e caminetti accesi, sesso nei momenti meno opportuni, OTP della vita, SPADE, togli il fantasy, mescola con le lacrime di tutti i feels, FRECCE, una spruzzata di disagio perenne, azione degna de I Pirati dei Caraibi, ma senza Pirati e senza Caraibi. Se sei confuso è perfetto, sei già in sintonia con i personaggi di quest’epopea. In sintesi: c’è tanta morte e tanto amore. Anche un pelo d’odio. Oh, e un po’ di rancore. E della sana vendetta. Ho già detto morte? It’s medieval time, b*****s!

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Non sembra, ma dietro ciò che scrivo ci sono ricerche di anni. Il fatto che io scelga con coscienza dei toni anacronistici non significa che me ne infischio di capire come funzionavano davvero le cose all’epoca. Gloria ha un contesto storicamente verosimile. Niente di ciò che troverete nella storia vi farà dire: sì, ma questo nel medioevo non c’era; sì, ma non funzionava così; etc etc. Ho studiato, mi trovate preparata 😉 Però se siete dei veri storici inorridirete lo stesso, mi dispiace. Soprattutto per i dialoghi. Al riguardo, mi è stato chiesto: ma perché i tuoi personaggi parlano così, come se fossero nati vent’anni fa, e non nell’ultima decade del 1100? Beh, è semplice: io nell’ultima decade del 1100 non c’ero. Non ho idea di come parlasse la gente. Non ne hanno idea manco gli storici, perché non c’erano nemmeno loro. Posso azzardare ipotesi, immaginare quale linguaggio veniva usato… ma se bisogna usare comunque l’immaginazione tanto vale che usi la mia. Quindi sì, nel mio medioevo si prendevano a parolacce, si bisbigliavano porcate e parlavano come parliamo noi adesso. Vi piacerà più di quanto possiate immaginare.

@jesslibri · Autori tra le righe · Collaborazione - Autori Emergenti · contributors

Autori tra le righe – @kiaramaly

Scheda Tecnica

  • Nome autore: Kiara Maly
  • Titolo opera: Bulla
  • Genere: Contemporary romance
  • Data di pubblicazione: 5 dicembre 2019

Trama

Le maschere che indossiamo ci danno l’illusione di tenerci al riparo dal dolore, quando in realtà si limitano a rimandarlo. Un prestigioso liceo della Capitale diventa teatro di un’umana commedia che assume man mano le sembianze di una tragedia. Chiara, la Regina, governa questo mondo fittizio dettandone le regole, coadiuvata da vallette obbedienti e spalleggiata da un Re ammirato dalla massa. Tra i sudditi, i bor-sisti occupano il gradino inferiore per considerazione e popolarità. Juan, etichettato come ‘sfigato’, nella vita reale si trova ad affrontare ostacoli rispetto ai quali le offese ricevute dai compagni appaiono minuzie, e si destreggia per superarli tutti con coraggio e determinazione. Tranne uno: il suo punto debole, il suo chiodo fisso. Chiara. Le strade di Juan e Chiara, che sono rimaste parallele per anni, sembrano destinate a incrociarsi di nuovo, nel luogo che conserva il dolce ricordo del loro primo bacio. Basterà un afflato di sincerità a riaccendere la scintilla? Sarà sufficiente promettersi un ballo alla festa di fine anno per concedere e meritare fiducia? Amore e odio, amicizia e rancore, crescita e involuzione. L’esistenza di ognuno di noi è punteggiata di sorrisi e lacrime, di luci e ombre, di ascese e cadute. Ciò che conta non è raggiungere la destina-zione finale, ma vivere fino in fondo ogni tappa del viaggio, credere nelle proprie capacità, aspirare a migliorarsi, perdonare e perdonarsi gli errori commessi. Con il sorriso di chi ci sta provando sulle labbra.

  • Formati Ebook e cartaceo
  • Prezzo Cartaceo €12,99
  • Prezzo Ebook: €2,99
  • Dove si trova il romanzo: nei principali store online (amazon e ibs, per esempio) e nelle librerie fisiche con il servizioprint-on-demand.
  • Titoli altri libri pubblicati:“S’agapò, bellissima” (luglio 2019) e “Arianna, Teo e il MiLotauro” in arrivo il 10 dicembre 2019 – entrambi disponibili soltanto in formato ebook, nei principali store online.

Social

FB: Kiara Maly Autrice e Kiaramaly Romance – IG: @kiaramaly

Domande

  • Che cosa vuoi dirci di te come persona, oltre che come autore/autrice?

Se dovessimo incontrarci di persona, mi riconoscereste dal sorriso perenne, dal saluto facile e dal buonumore d’accompagnamento. Anche nei momenti difficili, dispongo di un’efficace armasegreta: trovare il lato positivo. Le mie amate letture sono un valido aiuto nell’affrontare ogni situazione, mi offrono ventagli di possibilità e soluzioni a cui attingere. Sollecitano la mia immaginazione e talvolta sembrano fatte apposta per darmi il consiglio giusto al momento giusto! Capita anche a voi?

  • Che cosa ti ha spinto a scrivere questa storia?

Il romance “Bulla” è nato d’impulso, mentre ero intenta a scrivere un’altra storia, che, tra parentesi, sarà il mio prossimo romanzo. “Bulla” si è inserito di prepotenza nei miei pensieri e mi ha tormentato finché non ne ho portato a conclusione la prima stesura. In un certo senso, un po’ contorto lo ammetto, sono stata vittima di bullismo da parte della mia stessa idea creativa!

  • Qual è il messaggio del tuo libro?

I temi trattatiin “Bulla” sono molteplici, sebbene, per ovvi motivi, non tutti affrontati allo stesso livello di profondità. Tra i principali, bullismo, intolleranza e fragilità giovanile.I messaggi che voglio trasmetterequali valori da recuperare nel nostro quotidiano sono la forza di rialzarsi e il coraggio di perdonare.Ci tengo a sottolineare, però, che si tratta pur sempre di un romanzo rosa, perciò tali tematiche sono collegate alla storia d’amore tra i due protagonisti.

  • Che cosa vorresti trasmettere al lettore?

Il lettore a cui mi rivolgo è un lettore attivo. Il mio intento è trasmettergli – oltre ai messaggi sottesi alla storia – un’ampia gamma di emozioni, non solo positive. Rabbia, delusione, passione, ilarità, tenerezza, malinconia… tutte emozioni che anch’io, come lettrice, cerco in un libro. Mi piace poi l’idea che ciascun lettore rielabori il romanzo in base al proprio vissuto e ne partorisca un’opinione persino diversa dalla mia.Se riesco in questo, sono soddisfatta a prescindere dalla valutazione sul romanzo.

  • Come mai hai scelto questo genere?

Il romance è la mia comfort zone di lettura e per me è stato spontaneo “battere i primi tasti” all’interno del genere che mi appassiona di più. Inoltre, lo trovo perfetto per veicolare i messaggi che mi interessano, e che riguardano i pilastri a mio avviso più importanti della vita: l’amore, l’amicizia, la felicità.

  • Che cosa ritieni abbia di particolare il tuo romanzo?

Tenendo sempre presente che si tratta di un romanzo rosa, “Bulla” permette di osservare il fenomeno del bullismo dalla prospettiva del carnefice. La protagonista femminile, Chiara, diventa la “regina” della scuola grazie a perpetui atti di prepotenza. Ferma restando la condanna di ogni forma di prevaricazione sugli altri, che nello sviluppo della storia è ben evidenziata, scopriremo come dietro alla violenza si nascondail più delle volte una grande fragilità. Lampante è la citazione di Platone, che introduce la prima parte: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.” Talvolta una carezza può risultare più efficace di un pugno, per contrastare la violenza.

  • Perché hai scelto di parlarmi di questa storia e non di altre che hai pubblicato?

Perché mi sono emozionata scrivendola, mi emoziono a parlarne e spero davvero che sia in grado di emozionare altrettanto i miei lettori. Ripeto, anche se non dovesse piacere, mi auguro che riesca a trasmettere la molteplicità di sensazioni che attraversano l’animo umano.

  • C’è un personaggio particolare in cui ti identifichi di più? Se sì, perché?

Mi sono immedesimata soprattutto nel protagonista maschile, Juan. Con lui condivido tanti valori… e qualche errore infantile. Spero che vi conquisti con la sua semplicità e ingenuità. Non è assolutamente un “bad boy”, anzi si dimostra sensibile in più di un’occasione, eppure affronta con coraggio e determinazione ogni difficoltà che la vita gli pone di fronte.Inoltre, l’ho dipinto come un gran pezzo di gnocco… il che non guasta, vero?

  • Quando scrivi un romanzo sai già come andrà a finire la storia oppure parti da un’idea generale e poi ti lasci trasportare dal racconto stesso?

Si instaura una sorta di connubio di cuore e ragione. Quando comincio un romanzo ho un’idea di come finirà, ma mentre scrivo non forzo i personaggi a snaturarsi per sottostare al mio volere. Perciò, pur rispettando la trama immaginata, lascio che l’intreccio si evolva in modo meno lineare, segua il suo percorso fantasioso e accompagni il lettore all’epilogo da me desiderato in modo quasi imprevedibile. Se sorprende me, credo che a maggior ragione possa stupire il lettore.

  • Cosa rappresenta per te la scrittura? E a che età hai iniziato a scrivere?

Scrivere per me equivale ad assecondare un istinto che è sempre stato latente in me senza che me ne accorgessi. Scrivo per me stessa fin da bambina, spesso scrivo con la fantasia prima ancora di accendere il computer. Solo un anno fa, l’impulso ha rotto gli argini costringendomi a immaginarmi un pubblico, dapprima impalpabile, poi via via più concreto. Adesso non potrei più farne a meno, sarebbe come privarmi di un organo vitale.

  • Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Il 10 dicembre uscirà la mia prima novella chick-lit, dal cui titolo – vedi sopra – sievince l’ispirazione (molto libera)al mito greco di Arianna, Teseo e il Minotauro. È ambientata a Creta ai giorni nostri e a mio avviso costituisce il giusto “zuccherino” dopo l’amarognolo che può restare in bocca una volta letto “Bulla”. Io stessa l’ho scritta per riprendermi dalle montagne russe emotive della stesura del romanzo.Il mio terzo rosa, invece, arriverà probabilmente in estate e la sua trama è ancora top secret, ma vi posso già anticipare che alternerà ilarità a sofferenza. Mi dispiace, le trame mi escono un po’ angsty! Vorrà dire che per calibrarne l’effetto ansiogeno, gli affiancherò la seconda novella chick-lit, per la gioia (spero) dei miei lettori.Ho già in mente il prossimo mito a cui attingere, per la serie #amorimitici.

  • Devi consigliare il tuo libro a un nuovo lettore. Cosa gli diresti?

Caro lettore, leggi “Bulla” quando desideriprovare emozioni contrastanti. Per evitare troppo stress, ti consiglio di scegliere il tuo angolino preferito, mettere un sottofondo musicale che ti rilassi e immergerti nella lettura lasciandoti trasportare dai sentimenti. Se ne esci provato, procedi con la novella “Arianna, Teo e il MiLotauro”: ti assicurò che costituirà un ottimo rimedio al tuo umore!

Domanda plus

  • Ti lascio libero/a di aggiungere tutto quello che vuoi sui tuoi romanzi e il lavoro che c’è stato dietro, o il tuo amore per la lettura e la scrittura.

Approfitto della domanda libera per accennare a un argomento che mi sta a cuore. Sono una scrittrice emergente nel senso che ho pubblicato solo due romanzi (e mezzo, con la novella in arrivo) e a dire la verità faccio persino fatica a dichiararmi“scrittrice”. Ho notato che molti pregiudizi accompagnano la definizione di “emergente” e non ho la presunzione di affermare che siano tutti errati. Ma ci tengo a dire che preferirei ricevere un giudizio a posteriori piuttosto che a priori e, se il giudizio dovesse essere critico e costruttivo, non avrei problemi ad accoglierlo per migliorarmi, perché nella vita non si è mai arrivati e c’è sempre da imparare. Non scrivo a scopo di lucro né di notorietà, ma per passione e piacere. E, finché ci saranno lettori che apprezzeranno le mie storie, io scriverò per loro e per me.

Grazie ai temerari che mi hanno letto fin qui e a Jess che ha promosso questa bellissima iniziativa! Spero di ritrovarvi come amici sui social, vi aspetto.