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Recensione – Dietro ai miei occhi – Martina Dugaro

Scheda Tecnica

Trama

La vita di ogni essere vivente procede in maniera monotona. Un uomo si sveglia, lavora, torna a casa, mangia, dorme e il tutto nella speranza di poter vivere abbastanza a lungo da guadagnare un solo attimo di felicità. Un singolo evento è sufficiente per infrangere questo desiderio, per stravolgere la sua esistenza.È quello che accade a Zacharias e Tasya, due ragazzi che vengono all’improvviso coinvolti in un grave incidente. Prima d’allora non si conoscevano, ora sono accomunati da quel tragico evento scaturito dalla distrazione di Zacharias e che renderà Tasya cieca. Loro non sono i protagonisti della storia, bensì le loro emozioni, che manovrano i due ragazzi come se fossero marionette appese a dei fili, che li avvicinano l’uno all’altra spinti dal desiderio di rimediare ai loro errori e di vivere tutto ciò che prima davano per scontato.

“Siamo fatti per dare, ricevere e vivere d’amore ed è qualcosa di talmente potente che fai fatica a contenerlo.”  
Zacharias

“Perché tutti parlano dell’amore come se fosse qualcosa in grado di salvarti? Può un’emozione farlo o siamo noi che cerchiamo di convincerci di questo? Se qualcuno vuole salvarsi, lo fa da solo e non aggrappandosi a una presenza astratta che potrebbe svanire da un momento all’altro.”
Tasya

Non ho scelto a caso queste due citazioni per iniziare a parlarvi di Dietro ai miei occhi. A parlare sono i due protagonisti del romanzo e come avrete notato anche voi la loro visione dell’amore, e della vita in generale, è diametralmente opposta.

Tasya e Zach non si incontrano in una situazione piacevole. Purtroppo Tasya è la vittima di un incidente d’auto causato proprio da Zacharias. Lei è poco più che un’adolescente, ha solo diciassette anni, e l’incidente le toglie per sempre la vista. Zacharias è un ventenne che lavora in ufficio e convive con la donna che gli ha rubato il cuore, Annabeth.

L’incidente sarà l’ombra sempre presente per l’intero romanzo. Ha sconvolto la vita di entrambi i protagonisti e dei personaggi che girano loro attorno.

Spinto dal senso di colpa, Zacharias vuole incontrare Tasya per aiutarla a stare meglio, per quanto ci possa riuscire in una situazione come questa. In principio Tasya è reticente, la sua nuova condizione di non vedente la rende, com’è giusto che sia, sfiduciata riguardo al futuro. Alla fine Zach instaura un rapporto con lei e le promette di avverare una lista di desideri che Tasya ha custodito gelosamente per anni. Ma quei desideri cambiano con l’evolversi della storia, come si evolve anche la piccola Tasya.

Il tema scelto dall’autrice è uno dei più ostici da affrontare. Già con il senso della vista risulta difficile pensare al proprio futuro, ma quando ti viene strappato è impossibile restare a galla.

Insieme a Tasya e Zacharias troviamo tanti personaggi con un loro passato e con delle problematiche abbastanza importanti.

Per esempio c’è Calvin, il migliore amico di Tasya che era in auto con lei al momento dell’incidente. Sono amici da una vita e la ragazza lo aiuta ad affrontare un segreto che tiene nascosto ai proprio genitori: Calvin è gay. Ormai siamo in un periodo storico in cui l’orientamento sessuale non dovrebbe essere un problema ma molto spesso non è così, soprattutto quando si parla di figli e genitori. Calvin è combattuto perché la sua famiglia ha già rischiato di andare in mille pezzi per la morte del fratello avvenuta anni prima. L’autrice affronta questo tema con grande delicatezza, consentendo al lettore di assimilare ogni paura di Calvin.

Poi abbiamo Annabeth, la fidanzata di Zacharias. In principio non è un personaggio piacevole, la stessa Tasya se la fa andare a genio con molta fatica, ma le premure e il grande cuore di Annabeth alla fine fanno breccia in Tasya, consentendo alle due di diventare amiche. Anche Annabeth nasconde un passato difficile che solo Zach conosce eppure il loro rapporto sarà messo a dura prova proprio da questo passato che torna a farsi vivo.

L’andamento del romanzo oscilla tra periodi buoni e periodi meno buoni, quasi tutti dovuti all’umore instabile di Tasya. Si scoprirà che è stata colpita da una forte depressione e lei stessa ne parla come di una vocina che le ronza in testa e che non la lascia in pace, non le lascia modo di vivere la sua vita come vorrebbe, e spesso prende il controllo di azioni e pensieri. A volte gli attacchi di panico non le danno modo di respirare e non riesce proprio a vedere un futuro. Fino a quando non incontra Kol, un ragazzo che vuole prendersi cura di lei.

Ma la vocina nella testa di Tasya continua a ronzare e per Kol non sarà semplice ottenere la fiducia della ragazza. Non perché lei non lo ami ma proprio perché lei stessa non vuole trascinare Kol in quella spirale malata che è la sua mente.

Questo romanzo analizza tanti temi delicati eppure lo fa con un rispetto e una delicatezza che aiutano il lettore a comprenderli con lo stesso rispetto e la medesima delicatezza.

L’unico punto debole dalla narrazione consiste nel testo. Non ci sono errori o refusi, anzi è scritto veramente bene, ma forse avrebbe bisogno di una piccola sfoltita. A volte i periodo solo troppo lunghi e altre volte ripetitivi, ma questo è solo un piccolo neo a confronto della trama toccante che Martina è riuscita ad imbastire. Questo piccolo difetto lo ritengo semplicemente una sbavatura dovuta alla giovane età dell’autrice. Ma se Martina riesce a scrivere qualcosa di così toccante alla sua età presumo che con l’esperienza non possa fare altro che migliorare.

In breve…
Un romanzo toccante che affronta tematiche difficili come la depressione, la sindrome da stress post traumatico, la condivisione del proprio orientamento sessuale, la voglia di tornare a vivere dopo che proprio la vita ti ha tolto tutto.

Dietro ai miei occhi è un romanzo sentimentale ma di formazione. Tasya e Zacharias, i due protagonisti, ne devono passare di tutti i colori prima di scoprire come affrontare il mondo ma soprattutto prima di comprendere loro stessi.
Lo stile di Martina è ricco, forse troppo in alcuni punti, ma preciso e senza errori. Lo consiglio a chi cerca una lettura che faccia riflettere.

Ringrazio Martina per la collaborazione e le consiglio di continuare a scrivere, le sue doti si vedono e hanno solo bisogno di essere coltivate.

Francesca V. Capone

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