Amministratrice @unteconlapalma, Collaborazione - Casa Editrice, Recensione

Recensione – La verità non si può dire – Claudia Simonetti

Scheda Tecnica

Trama

La verità non si può dire perché spesso è scomoda, troppo cruda o male interpretata. La maggior parte delle convenzioni sociali non le rendono giustizia, e anzi ci offrono dei preconcetti che limitano le nostre espressioni. Nell’arco temporale di una settimana, questa storia inizia con una serie di constatazioni sul senso della vita. La protagonista è una giovane donna di nome Claudia che, arrivata alla soglia dei quarant’anni, sembra certa della scelta che sta per compiere. Scelta che la porterà velocemente a riconsiderare alcuni episodi fondamentali del suo passato, dai fatti più e meno recenti recenti alla sue relazioni sentimentali nella famiglia, nei confronti degli amici e con gli uomini. Tra tempo presente e flashback, l’autrice coinvolgerà il lettore nelle sue riflessioni più intime accompagnando la narrazione densa ed essenziale, a tratti anche sarcastica, con interrogativi e constatazioni che toccano l’esistenza di tutti. Ogni capitolo della storia è preceduto da una breve citazione musicale che ne compone l’indice rendendolo una playlist e alternando ricordi a presagi. Se la verità non si può dire, si può trovare il coraggio di scriverla.

Trama

[Il disperato attaccamento alla vita che ci spinge a vedere il lato positivo delle cose laddove non c’è, per permetterci di sopravvivere, per rendere piacevolmente abitabile la fossa che ci siamo noi stessi scavati.]

Fanciulli oggi parliamo di un libricino che riesce a sconvolgerti in solo 109 pagine, lasciandoti un retro gusto di vita amara, estremamente forte.

Veniamo a noi, la nostra protagonista è Vivienne Westwood, vive a Roma, ha raggiunto la soglia dei quarantanni e, sostanzialmente, vuole fare finita con la vita. Non sto scherzando!!!

Non mi soffermo molto sulla storia in se perché, essendo troppo piccolo come libro, non voglio causare spoiler troppo diretti. Mi fermerò sul senso e le sensazioni provate.

[Da qualche parte avevo letto che chi decide di suicidarsi non lo fa mai al culmine della propria disperazione, ma quando le cose sembrano aver trovato una loro calma all’interno di uno stato di infelicità.]

Le premesse portano il marchio di fabbrica, libro dalle forti emozioni, quindi dovete essere consapevoli di questo dettaglio perchè Claudia Simonetti non ha risparmiato il lettore dal vivere psicologicamente il percorso di una donna nel fiore dell’età, depressa ma consapevole.

Continuamente insoddisfatta della vita, narra nei minimi dettagli ogni singolo momento della vita e continua ricerca della Morte, annullamento di una esistenza inutile e senza scopo. Una donna molto ma MOLTO fragile, costantemente esclusa (nella sua mente) dal resto del mondo, anche se viva e vegeta. Capiamo quanta sofferenza e inquititudine portano dentro di sè, persone che soffrono di depressione o malinconia della vita.

Chiara vuole portarci con se, inseguendo una Vivienne stanca e isolata dal mondo, notiamo come nessuno (o quasi) tenta di capire il suo malessere, il suo continuo rifiutare la normalità…ma cos’è per noi la normalità? Un susseguirsi di impegni, corse e appuntamento sul filo del tempo, costruito da noi ma che ci divora inesorabili.

Un libro molto introspettivo e riflessivo, dove il linguaggio usato evita qualsiasi dettaglio scabroso e raccapricciante che possiamo immaginare da una donna in procinto di suicidarsi. Chiara rimane sempre molto soft, vuole che il lettore si concentri veramente sulla domanda principale e più importante: che senso ha la vita per noi?

Un libricino beh costruito, non offre momenti di respiro (plausibile per un libro così piccolo) e potrete sentirvi distanti dalla stessa Vivienne, non preoccupatevi perchè il punto focale siete voi e il flusso che guida la vostra vita.

Consigliato nelle giuste dosi.

[Così ho dovuto imparare a camminare su un filo, in bilico come un funambolo, alla costante ricerca di un equilibrio. A volte l’ho fatto portando pesanti zavorre addosso. Altre ho avuto le mani libere che annaspavano nel vuoto. Certe volte mi hanno anche tirato contro dei sassi cercando di farmi cadere.]

Ringrazio la Chance Edizione per questa collaborazione.

Un bacio dalla vostra Palma.

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