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Recensione – Re Leone ( The Lion King )

Recensione a cura di @now.in.the.cinema

Trama

Il Re Leone, il nuovo film Disney in live action diretto da Jon Favreau, ci porta in un viaggio nella savana africana dove è nato un futuro re.
Simba (voce italiana di Marco Mengoni) prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa (voce italiana di Luca Ward), e prende sul serio il proprio destino reale.
Ma non tutti nel regno celebrano l’arrivo del nuovo cucciolo.
Scar (voce italiana di Massimo Popolizio), il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica battaglia per la Rupe dei Re, segnata dal tradimento e da tragiche conseguenze, si conclude con l’esilio di Simba.  Con l’aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici, Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto.

Con questa nuova versione de Il Re Leone, i personaggi del classico d’animazione classici ritornano sul grande schermo come non li abbiamo mai visti. Tra loro ritroveremo:
Nala (voce italiana di Elisa) amica di Simba quando sono entrambi cuccioli, destinata a diventare una potente leonessa che si preoccupa del futuro delle Terre del Branco.
Timon (voce italiana di Edoardo Leo), uno spiritoso suricato che soccorre Simba dopo che quest’ultimo fugge dalla Rupe dei Re in cerca di una vita diversa.
Sarabi, la moglie forte e sofisticata di Mufasa, nonché affettuosa e severa madre di Simba e rispettata regina della Rupe dei Re. Zazu, bucero dal becco rosso, braccio, anzi ala destra di Re Mufasa. Rappresenta gli occhi e le orecchie del regno e si occupa di comunicare tutte le notizie della giornata, sia quelle buone sia quelle meno buone. Rafiki, un saggio primate sciamano, consigliere reale di Mufasa. È presente alla nascita di Simba e anche nel momento in cui il futuro re si trova a un bivio.
Le Iene, del cui branco fanno parte Shenzi, Azizi e Kamari: alleati, soldati e malvagi scagnozzi di Scar.


TRAILER

Voto: 7- su10 stelle

Pro🔝: finalmente arriva sul grande schermo il live-action di uno dei cartoni più amati del mondo Disney.

Il “Re leone” presenta un comparto tecnico grafico veramente sbalorditivo riproponendo ogni animazione del cartone originale fedelmente.

Un immersione nella savana dominata dai leoni che suscita emozioni quasi come se fosse la prima volta che si osserva questa meravigliosa storia.

È infatti questa la forza (ma anche la debolezza) di questa pellicola, la piena e totale riproposizione della fiaba originale, senza alcuna modifica, riuscendo ad affrontare perfettamente la ciclicità del cerchio della vita, commovendo alla morte di mufasa e divertendo nelle varie canzoni (tutte assolutamente fedeli alle originali e ben riprodotte, sopratutto da Mengoni e Elisa).

Anche le risate non mancano con Timon e Pumba che funzionano veramente bene, risultando molto simpatici e coinvolgenti. 

Molte persone (compresi noi che scriviamo) sono cresciute con questa storia, alla ricerca di una vita un po’ “Hakuna Matata”, diventando senza ombra di dubbio un icona della nostra infanzia, quindi se oggi la Disney permettere alle nuove generazioni di poter  crescere anche loro con questi canoni di riferimento, facendo di fatto semplicemente un copia e incolla, secondo il nostro giudizio questo non può essere considerato del tutto un male, ma bensì un pregio che  permette anche ai più grandi di tornare di nuovo un po’ bambini. 

Contro❌: come per ogni situazione è presente però anche l’altro lato della medaglia. Perché se come detto precedentemente il rimanere fedeli al cartone può essere considerato un pregio, non mancano di certo le argomentazioni che lo portano ad essere considerato un contro. 

L’uso straordinario della CGI da parte di Jon Favreau da una parte infatti penalizza il film, gli animali appaiono sfruttati per esclusivi fini traspositivi imboccati con un linguaggio che non appartiene loro. 

Dopo tanto duro lavoro per far sembrare il più reali possibili i disegni animati ora l’unico obbiettivo della Disney sembra essere quello di rendere gli animali vivi dei cartoni animati. Tutto replicato in maniera quasi compulsiva, non aggiungendo praticamente nulla alla sceneggiatura originale.

Il risultato è qualcosa di davvero soggettivo, fra chi si emoziona sempre e comunque di fronte alla riproposizione di questi capolavori (più sono fedeli è meglio è) e chi invece si aspetta qualcosa di nuovo, stanco di questi copia e incolla.

Recensione a cura di @now.in.the.cinema

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