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Recensione – La quinta stagione – La terra spezzata: 1 – N.K. Jemisin

Ciao a tutti, la vostra amichevole booknerd di quartiere è tornata. Questa volta con una recensione non proprio positiva. Dopo esser stata bersagliata da tutte le parti da lettori entusiasti del libro “La quinta stagione” di N.K. Jemisin, ho deciso di leggerlo, contravvenendo alla regola aurea: mai iniziare una serie non conclusa. Ecco, meno male che non ho seguito la mia regola, così adesso so che non fa decisamente per me.

Scheda Tecnica

  • Titolo: La quinta stagione – La terra spezzata: 1
  • Autore: N.J. Jemisin
  • Copertina flessibile: 490 pagine
  • Editore: Mondadori
  • Data pubblicazione: 30 aprile 2019
  • Collana: Oscar fantastica
  • Copertina flessibile: 11,25 euro
  • Ebook: 7,99 euro

Trama

È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

Recensione

Ma andiamo per gradi. Damaya, Syenite ed Essun, le tre protagoniste del libro, vivono in un mondo formato da un unico enorme continente, dove esiste (oltre a Estate, Primavera, Autunno e Inverno), una Quinta Stagione. Quest’ultima risulta essere la più pericolosa poiché consiste in un lunghissimo inverno, senza luce, cibo, calore, costellato da continui eventi sismici, vulcanici e disastri naturali e che può durare anche secoli. In questo mondo, in cui la natura è costante nemica della sopravvivenza dell’uomo, è stato costruito un sistema di controllo che sembra funzionare nel soffocare gli eventi sismici (terresti o marini). Questo grazie agli Orogeni.

Perseguitata, uccisi o sfruttati per il loro potere, gli Orogeni hanno la capacità di trarre forza dalla terra e soffocare o creare eventi sismici di grande portata. Se non uccisi da piccoli, vengono affidati ai Custodi del Fulcro, una sorta di centro di addestramento (una bella facciata che nasconde una prigione) dove vengono cresciuti e addestrati per servire il governo e tenere al sicuro il continente.

Le nostre tre protagoniste sono delle Orogene e, con loro, percorreremo la strada dolorosa e difficile che un “rogga” (appellativo dispregiativo per quelli come loro) deve affrontare nella vita. Scopriremo i metodi cruenti dei Custodi per soffocare la loro impulsività, le crudeltà a cui alcuni di loro sono sottoposti per garantire la sicurezza della rete, la continua mancanza di libertà di scelta per se stessi. Scopriremo anche dell’esistenza degli obelischi, e dei Mangiapietra (ancor più temuti degli Orogeni).

Ma… sì, per me c’è un ma enorme. L’idea è geniale, davvero. Sarebbe potuto essere un vero capolavoro. Eppure la Jemisin non ti spiega nulla, per capire alcuni termini devi ricorrere al glossario (persino la quinta stagione stessa si capisce solo in fondo al libro cosa sia), la narrazione è a tratti confusa e confusionale, alcuni personaggi compaiono e, visto lo sviluppo della storia, ti chiedi “perché? Era così essenziale questo personaggio?”, altri potrebbero avere grandi potenzialità, ma non vengono sfruttate e, infine, non riesci mai ad entrare davvero in connessione con i personaggi e le loro storie.

Praticamente anche nei momenti più tragici e tristi tu resti lì, spettatore completamente inerme, ad appurare ciò che succede senza minimamente emozionarti. O almeno, questo è quello che è successo a me. Ho sbirciato un po’ in giro e so che la mia è assolutamente un’opinione impopolare, ma purtroppo per me è stata una lettura davvero deludente. Soprattutto perché, ribadisco, aveva davvero tutte le carte per poter essere spettacolare. Considerato comunque che la trilogia ha vinto ben tre premi Hugo, ora sono curiosissima di sapere se sono l’unica a non averla apprezzata o c’è qualcuno che la pensa come me!

Ci sentiamo a presto con una recensione di un classico del genere fantasy (che io leggo solo ora, ovviamente).

Con affetto, la vostra amichevole booknerd di quartiere!

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