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Recensione – Lercio. La storia lercia del mondo. I retroscena dell’umanità

Recensione a cura della contributors @arte_alla_spina

Salve amici, oggi vi parlerò non di un libro ma di un’avventura. Qualche settimana fa ho avuto modo di assistere alla presentazione del secondo libro di Lercio: La storia lercia del mondo. I retroscena dell’umanità.

Come ogni social addicted che si rispetti, anche io ho il mio bel like sulla loro pagina da diversi anni e ogni volta che, scorrendo la mia home, mi capitano sotto gli occhi titoli del tipo “Abolita la laurea in medicina: dal 2020 basterà avere internet” ovviamente sorrido.

Cos’è Lercio?

Per chi non lo sapesse, Lercio è un sito satirico di fictional news nato nel 2012 e curato da un collettivo di circa trenta autori che, in questi anni, ha vinto numerosi premi. Sono andata alla presentazione con una borsa carica di curiosità: che faccia hanno i “lercio”? Sono spiritosi come i loro scritti oppure è il classico caso di comico-serio-e-timido-nel-privato? Quanti sono? Verrà uno solo? Verranno tutti? Insomma, non vedevo l’ora di incontrarli. Si sono presentati tre ragazzi che ci hanno divertito a colpi di battute e testimonianze semi-serie sul loro lavoro in redazione. Perché fare satira diverte, ma non è una passeggiata come sembra. Alla fine della presentazione più esilarante alla quale io abbia mai partecipato, ovviamente ho comprato la mia copia, fosse stato solo per il gusto di farmela autografare perché si sa, anche le dediche di lercio sono … lerce.

Ma adesso passiamo alla parte importante: il libro. Di solito non mi soffermo sulla copertina ma, in questo caso, merita un posto d’onore: una bomba rosa intenso con il classico logo di Lercio e una bella scimmia intenta a svolgere le due attività più nobili dell’essere umano: leggere un quotidiano e andare al gabinetto. Tutte le illustrazioni – all’interno del volume ce ne sono alcune una più “figa” dell’altra – sono di Sara Pichelli.

Chi è Sara Pichelli? Soltanto una delle disegnatrici e fumettiste italiane più famose, vi dice nulla il titolo “Ultimate Spider-Man” di Miles Morales? Beh, lei è stata la prima illustratrice di questa versione e non basta, ha vinto anche premi importanti come artista emergente. Questo non per farle pubblicità – non la conosco personalmente – ma per sottolineare che parliamo di “tanta roba” e non di una foto scaricata da qualche sito copyright free. Quindi si, Lercio ha giocato sporco puntando su una copertina talmente interessante che, da sola, vale già più dei 12 euro dell’intero volume. Insomma, se proprio non dovesse piacervi, potete sempre appenderlo in casa come un quadro contemporaneo. Altra cosa che, da sola, vale più del prezzo di copertina, è la prefazione di Giobbe Covatta.

Chi è Giobbe Covatta? No, ragazzi sul serio, in questo caso se non lo sapete andate su Wikipedia! – che, allo stesso tempo, fa ridere e riflettere, sorridere e pensare. Cito una frase del grande Giobbe – lo so che scritto così sembra un pezzo tratto dalla Bibbia – tanto mica è spoiler? “Straordinario contenitore di tutto il sapere umano e di tutta l’evoluzione del mondo moderno, dalla Mesopotamia a J-Ax”. È davvero questo? Beh, se l’ha detto Giobbe chi sono io per smentire?

  • Titolo: Lercio. La storia lercia del mondo. I retroscena dell’umanità
  • Autori: AA.VV.
  • Copertina flessibile: 120 pagine
  • Editore: Shockdom
  • Data Pubblicazione: 6 dicembre 2018
  • Collana: Fuoricollana

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Dopo il primo “Lercio, lo sporco che fa notizia. Il Libro.”, arriva il secondo volume del collettivo, con una inedita versione della storia del mondo. “Chi inventò la ruota di scorta? Quando fu approvata la legge di gravitazione universale? I dinosauri vegani venivano giustamente bullizzati? Se cercate una risposta, provate a sfogliare questo libro. Abbiamo spedito la nostra redazione indietro nel tempo per raccontarvi i segreti che Alberto Angela voleva tenervi nascosti per farne altri venti speciali su Rai Uno. Lercio vi accompagnerà in un viaggio fantastico nei meandri più reconditi dell’umanità, con un feticismo che farebbe inorridire persino Bruno Vespa. P.S.: Alcuni autori hanno accidentalmente ucciso una zanzara, cambiando per sempre il corso della storia e, in conseguenza di questo increscioso fatto, il mondo finirà martedì alle sette e mezza. Ci scusiamo per il disagio.”

Recensione

“La storia lercia del mondo” è articolato in sei capitoli: Preistoria, Antichità, Le Lerce Scritture, Medioevo, Età Moderna, Età Contemporanea e, fin qui nessuno spoiler, basta leggere l’indice.

Adesso, invece, entriamo nel vivo della questione: quant’è lercio ‘sto libro? Tantissimo, in senso buono si intende. Ogni capitolo è suddiviso in articoli vari con titoli degni del sito che rappresentano, come “Vincono i No-Vax: svolta storica nel mondo dei dinosauri” o “Schianto sulla tangenziale di Atene: muore centauro”. Il tutto è ricco, a tratti fin troppo, di doppi sensi, giochi di parole (ma specialmente nomi, come il Neanderthal Hatteu Salvinur o l’inventore Ar-ar Kim-èd), con tantissimi riferimenti al nostro tempo (anche se gli autori negano), alle strambe correnti di cui siamo troppo spesso testimoni, alle scelte politiche delle quali siamo troppo spesso vittime.

Un consiglio: non fermatevi al primo capitolo. Dopo aver letto l’articolo sulle braccine corte del T-Rex mi era quasi venuta voglia di chiudere il volume, non sono una “puritana”, non mi impressiono di fronte ai doppi sensi e non arrossisco alle parolacce ma, quel preciso pezzo, mi aveva disturbata. Dopo, però, è stata una corsa in discesa. Ho riso? Sono sincera, non molto ma non perché i ragazzi non siano geniali, bensì perché questo non è un libro comico ma satirico e troppo spesso si confonde la satira con la comicità quando, invece, sono due cose distinte e separate. La satira deve farvi sorridere per i primi trenta secondi e farvi riflettere per i restanti trenta minuti. E diamine, Lercio ci riesce. In ogni paragrafo c’è un nome, un evento, un episodio che, dopo avervi strappato una risata, vi farà dire “ca…” ah già, io non sto su lercio…riformulo… hem hem… vi farà dire per dindirindina, è proprio così, siamo sommersi da una montagna di fertilizzante 100% bio e manco ce ne rendiamo conto! Perché la satira, scusate la ripetizione, deve far sorridere per i primi 30 secondi, e smuovere gli animi per tutto il tempo restante. Posto d’onore, dopo la copertina e la prefazione, la meritano le biografie. Ei, non barate! Non è che aprite il libro e, come me, correte prima alle biografie e poi lo leggete! Se sono state pubblicate nell’ultima pagina, un motivo ci sarà. Volevo scrivere una recensione citando pezzi del libro, frasi che ho sottolineato, capitoli che mi sono piaciuti di più e altri di meno ma credo che, arrivati a questo punto, sia inutile.

Solo un consiglio … non fate l’errore che ho commesso io: comprare la storia lercia del mondo e leggerlo tutto d’un fiato. La satira è come il vino, per assaporarla al meglio va lasciata decantare, ergo, leggete altro, Dostoevskij, Tolstoj, Harmony… ma conservate “Il Lercio” sul comodino, come il “Piccolo libro delle risposte” e, quando vi va, quando ne avete bisogno, quando sentite che il mondo vi ha rotto le sfere celesti, leggete un paragrafo, ristudiate la storia che queste 24 teste di cactus hanno riscritto per voi.

Raffaella Bonora

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