1° Appuntamento, Amministratrice @unteconlapalma, Open Blog

1° Open Blog – Canto di una donna libera – Jasmin Darznik

Open Blog è l’iniziativa mensile creata su questo blog, per ulteriori chiarimenti clicca qui.

Articolo realizzato da @mizuage76

  • Titolo: CANTO DI UNA DONNA LIBERA
  • Autore: Jasmin Darznik
  • Anno: 2019
  • Genere: Narrativa
  • Pagine: 393
  • Editore: Piemme
  • Copertina flessibile: 16,06 euro
  • Ebook: 9,99 euro

TRAMA

Per tutta l’infanzia, a Teheran, le avevano detto che le bambine persiane dovevano essere umili e silenziose.
Ma, come un uccello in gabbia, lei non ha mai smesso di cantare.

È il volo che ricorderai, perché l’uccello è mortale. 

Forse è per stupire suo padre che Forugh, ancora bambina, scrive la sua prima poesia. D’altra parte per tutta l’infanzia, a Teheran, si è sentita dire che le bambine persiane devono essere mute e obbedienti.
Sono gli anni Quaranta, e per le donne non c’è molta scelta, in Iran come in molti altri posti. Ma Forugh è una bambina diversa.
I suoi modi di ribellarsi sono spettegolare con la sorella tra le rose fragranti del giardino della madre, o divertirsi con i fratelli, azzuffandosi come un maschio. O, pochi anni più tardi, scrivere poesie, flirtare con i ragazzi.
Dopo un matrimonio, un divorzio, un figlio che ha dovuto lasciarsi indietro, Forugh sceglie la libertà. Che significa un nuovo amore, viaggiare, fare cinema, scrivere. Diventando la voce di tutte le donne in un Paese che, mentre si avvia verso l’illusione rivoluzionaria, resta indifferente ai loro sogni e alle loro speranze.
Una voce che, nel ’67, quando Forugh ha appena trentadue anni, si spegnerà per sempre, troppo presto.
Ispirato alla storia vera della più grande poetessa iraniana, ai suoi versi, alle sue lettere, alla sua vita straordinaria e struggente, questo romanzo cattura l’essenza di Forugh Farrokhzad, la donna che ha rappresentato la nascita di una coscienza femminile in Iran.

RECENSIONE

Chi è Forugh Farrokhzad?

Poetessa, attrice, produttrice e cineasta iraniana, celebrata dai suoi compatrioti dell’ultimo secolo, ha tenuto la scena letteraria e non solo negli anni ’50 e 60’ in Iran.

Celebrata ed acclamata, ma anche molto discussa e addirittura censurata per le sue  audaci e “scandalose” liriche: la prima poetessa iraniana dell’epoca moderna che ha osato scrivere poesie sul sesso. 

“Ho peccato, peccato, quanto piacere

accanto all’estatico fremito di un corpo.

Oddio, mio Dio, che cosa ho mai fatto

in quel luogo di buio silenzio appartato?”

Figlia del Colonnello Farrokzhad – che non ha mai osato chiamare “papà” ma solo Colonnello – da lei tutti si aspettano che sia mite, tranquilla e soprattutto obbediente: al padre, alla madre, alla società, alla religione. Ma Forugh non è così, non vuole una vita tradizionale di una donna a Teheran, non vuole la vita che altri hanno già deciso per lei: Forugh è ribelle – lì dove non è possibile per le donne essere ribelli – sogna altro per la sua vita, e lo ottiene a caro prezzo. 

Inizia presto a comporre poesie, tutte autobiografiche: nei suoi versi “canta” da donna libera e non si vergogna ad esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni più profonde, le sue aspirazioni e la sua protesta verso un mondo che non comprende e non la comprende.

I critici liquidano il suo lavoro come una conseguenza della seduzione nazionale verso l’occidente, una tendenza che gli intellettuali di Teheran chiamavano “Westoxification” ossia intossicazione da Occidente.

Negli anni ’60 ha rappresentato la nuova donna iraniana, libera e indipendente ed è per questo che tutt’oggi continua ad essere letta dai giovani iraniani.

E tutto ciò viene raccontato in questo romanzo sublime in modo semplice, la lettura è scorrevole ma intensa: impossibile rimanere indifferenti leggendo di un mondo così lontano dal nostro.

«Un ritratto potente e commuovente di un Paese che non c’è più e del suo popolo perduto, a ricordarci del potere e del senso dell’arte. Ma anche un’ode alla creatività femminile là dove il patriarcato e il maschilismo hanno più volte tentato di soffocarla» – The New York Times

In conclusione, il mio giudizio è strapositivo e lo consiglio vivamente!

5/5

NOTIZIE SULL’AUTRICE

Jasmin Darznik è nata in Iran nel 1973, è emigrata negli Stati Uniti con la famiglia quando aveva cinque anni. Autrice tradotta in sedici Paesi, ha scritto un memoir che è stato un bestseller del New York Times e ha ricevuto numerosi premi. Canto di una donna libera, apprezzato dalla critica e dal pubblico americani, è il suo primo romanzo ed è stato selezionato tra i migliori libri del 2018 da Vogue e Newsweek. Collabora con The New York Times, Los Angeles Times e The Washington Post.

Tiziana Ricci

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