1° Appuntamento, Amministratrice @unteconlapalma, Open Blog, Recensione

1° Open Blog – Da molto lontano – Roberto Costantini

Open Blog è l’iniziativa mensile creata su questo blog, per ulteriori chiarimenti clicca qui.

Articolo realizzato da @anna.gloc

Scheda Tecnica

Sinossi

1990. Nell’imminente estate delle notti magiche del Campionato del mondo giocato in Italia, il figlio di un potente imprenditore romano scompare nel nulla. A indagare viene chiamato uno svogliato commissario Balistreri, per niente contento di dover mettere il guinzaglio al figlio finto ribelle di un palazzinaro. Ma il ritrovamento del cadavere del giovane, orrendamente mutilato, assieme a quello di una ragazza sottomessa a un boss della Camorra, cambia le cose. Balistreri si ritroverà coinvolto in una sparatoria i cui risvolti drammatici gli impediranno di risolvere il caso.

Oggi. Dopo quasi quarant’anni di onorata carriera nella polizia, Michele Balistreri è andato in pensione. Il suo corpo e la sua mente portano addosso le cicatrici di una vita densa e dolorosa. E anche la sua memoria inizia a perdere colpi. Ma neanche adesso c’è pace per lui, perché quando due manichini che riproducono la scena del crimine irrisolto quasi trent’anni prima vengono ritrovati sepolti nel complesso residenziale in cui vive il padre del ragazzo ucciso, l’ex commissario dovrà aiutare il suo storico vice Graziano Corvu – che ha preso il suo posto – a condurre quella che forse sarà la sua ultima indagine.

Recensione

Estate 90, mondiali di calcio, un nuovo caso coinvolge il commissario Balistreri, anzi all’inizio non si tratta neppure di un caso: non si hanno più tracce del giovane figlio di un noto imprenditore della capitale, Prospero Petruzzi, arricchitosi nel settore delle costruzioni e del cemento. Costui è convinto che il figlio Umberto si sia allontanato con la sua nuova ragazza per qualche giorno per una  fuga d’amore.

Una richiesta di riscatto anonima,  recapitata però al Messaggero, dà una svolta alle indagini sotto la responsabilità del pm Mirko Locatelli, aiutato dall’avvocato Silvana Beldon, sua assistente. Un Balistreri stanco, disilluso, spesso indolente, quasi senza rendersene conto, lascia che del caso se ne occupi sempre più il fidato ispettore Capuzzo che, con il suo innovativo computer portatile, registra ogni informazione, ogni colloquio, ogni interrogatorio.

Sulla scena poi hanno un ruolo determinante la sorella di Umberto, Elide, l’avvocato Annibali, due sorelle, Penny e Francesca, legate a un piccolo boss della camorra, Sabatino Merola. I due giovani amanti verranno trovati morti, seguirà una scia di omicidi finchè il caso formalmente non si chiudera’ con l’arresto del camorrista, condannato a molti anni di carcere con diversi capi d’accusa, ma non per l’omicidio.

Nel 2017, uscito dal carcere, Merola cercherà Balistreri, ormai in pensione, perché finalmente la verità venga a galla. Gli scenari muteranno nuovamente, tra nuovi colpi di scena, vecchi protagonisti e pezzi di puzzle che non torneranno al loro posto: troppi anni sono passati, Balistreri ha forse troppo delegato, la memoria non sempre lo sosterrà.

“Da molto lontano” segue i tre romanzi della “Trilogia del male”, “La moglie perfetta” e  “Ballando nel buio”.

Anche in questa nuova indagine ritroviamo gli elementi che caratterizzano la scrittura di Costantini: innanzitutto il continuo sovrapporsi di piani cronologici diversi, il presente porta sempre  le tracce di un  passato che non lascerà indenne il commissario neanche nel futuro.

Michelino, Mike, Africa, Michele Balistreri: ad ogni fase della vita del protagonista corrisponde un nome, il cui significato rimanda ai romanzi precedenti: il bambino, l’adolescente, il giovane uomo ribelle, l’adulto disincantato e deluso, cinico e incapace di dare e ricevere comprensione umana, “tradito  e traditore, vittima e assassino, preda di troppo odio e troppo amore”. Il passato di Balistreri ritorna nei sogni e nei rimpianti, nei rimorsi che lo tormentano: la madre uccisa, la violenza sulla donna che amava, il rapporto mai risolto  col padre faccendiere, la Libia e la sua Storia passata di colonialismo, Gheddafi e gli interessi petroliferi, l’espulsione di tutti gli Italiani “fascisti” e il ritorno in una Patria in cui essi non  sono più ben accetti.

Poi abbiamo le molteplici prospettive da cui guardare ai fatti: gli elementi dell’indagine sono proiettati in un prisma che gira continuamente: solo quando si fermerà, a poche pagine dalla fine, capiremo il reale svolgersi dei fatti e riusciremo ad attribuire a ciascuno le proprie colpe. Altra caratteristica sono le citazioni e  i rimandi, dal mondo classico alla cultura calcistica, oltre alla serrata critica politica  all’Italia, fin dai tempi dalla ricostruzione postbellica: le ipocrisie, le collusioni tra mafia e politica, il malaffare, la corruzione. Storia e invenzione narrativa si intrecciano, sviluppando tensione narrativa da un lato, ma anche interesse verso  episodi della Grande Storia non sempre ben noti al lettore.

E infine il protagonista: nel passato un idealista, nel presente disilluso, cinico e solo, al termine del romanzo, ormai avanti con l’età, riconciliato con il piccolo gruppo di persone con cui si relaziona. Complici le amnesie che lo colpiscono, ma che aprono uno spiraglio alla condivisione, in una vita di solitudine e silenzio, tra Prozac, Tavor, whisky e sigarette. Amnesie che ci ricordano tanto anche  l’uscita di scena del non dimenticato commissario Wallander di Mankell.

In questo nuovo romanzo un po’ eccessivo l’uso insistito della violenza e del sesso estremo.

Buona giornata,

anna.gloc

https://unteconlapalma.video.blog/openblog/

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